19 Novembre 2017, 13:12

Poggioreale. Carabinieri scovano maxi-serra di marijuana, 651 le piante

di: Redazione
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Il 26 settembre 2017, a Poggioreale in c/da Fontanelle, nell’ambito della manovra di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Compagnia Carabinieri di Castelvetrano,i militari della dipendente Stazione – guidata dal Maresciallo Giovanni Ferraro - coadiuvati nell’operazione dal Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno tratto in arresto: CORTE Antonino, 47enne; CORTE Francesco, 43enne; fratelli, entrambi poggiorealesi, disoccupati e noti alle forze dell’ordine.

I predetti, sottoposti a perquisizione domiciliare e personale presso un fondo agricolo dove erano soliti svolgere attività agropastorale, venivano trovati in possesso di: n.651 piante di “canapa indica” coltivate all’interno di un magazzino appositamente adibito a “maxi-serra” e attrezzato a regola d’arte con tutto l’occorrente per la ventilazione, riscaldamento ed illuminazione delle suddette piante, avendo predisposto ogni cautela utile ad evitare che dall’esterno si potessero notare luci o altrecircostanze sospettecirca lo svolgimento dell’attività delittuosa; vario materiale idoneo al confezionamento ed al taglio degli stupefacenti, un fucile a canne mozze cal 12., marca FRANCHI, con matricola abrasa, in buono stato d’uso e conservazione, n.8 cartucce cal.12.

Durante l’attività di ispezione dei luoghi veniva anche accertato – unitamente a personale dell’ENEL – che l’energia elettrica servente il magazzino (pari a 50 kw/h), veniva sottratta in maniera fraudolenta, mediante allacci abusivi alla rete elettrica pubblica con l’utilizzo di più cavi portanti e n.54 trasformatori. Quanto rinvenuto veniva sottoposto a sequestro.I due indagati venivano, dunque, tratti in arresto per l’attività di produzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per la detenzione illegale di arma clandestina e per il furto aggravato di corrente elettrica, quest’ultimo generante un grave danno patrimoniale alla società di distribuzione. Gli arrestati, dopo le formalità di rito e su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, venivano condotti presso la casa circondariale di Sciacca, in attesa di giudizio direttissimo. L’operazione riconferma che l’ingente flusso di stupefacenti presente anche a queste latitudini, che è opportuno combattere con la repressione giudiziaria e con la consapevolezza della collettività tutta.

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