22 Novembre 2014, 05:30

Furti di Rame a Santa Ninfa. 140 famiglie al buio. Il sindaco Pellicane "Viviamo una realtà da terzo mondo"

di: Mariano Pace
Immagine di repertorio
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Da circa un mese almeno 140 famiglie di Santa Ninfa “soffrono la mancanza di luce”. A subire i disagi non sono solo loro che risiedono in contrada Tremoli-Piana ma anche diverse imprese e ditte ubicate nel vasto territorio alle porte di Santa Ninfa. A causare la mancanza di luce: i continui e ripetuti furti di cavi elettrici di rame. La vicenda è stata già segnalata agli enti competenti ad intervenire vedi Enel.

Finora - dice il sindaco Paolo Pellicane - non si sono ricevute risposte adeguate. Una situazione che rischia di procurare danni notevoli all’economia del paese".

I gruppi elettrogeni non sono sufficienti - dice Antonio Spina amministratore delegato della Si.Al e della Smacom, due ditte che operano nel settore della lavorazione carni e produzione gomme - a mandare avanti la lavorazione e la produzione per cui siamo costretti a chiudere e a licenziare gli operai”.

Un dato che ha allarmato non poco gli amministratori comunali di Santa Ninfa. “Da quasi due mesi anche diversi impianti fotovoltaici - afferma il sindaco - sono in gravissima difficoltà con oltre cinquanta persone in tutto che rischiano il licenziamento”. Intanto ieri il sindaco ha provveduto ad informare anche il Prefetto di Trapani ed ha sollecitare per l’ennesima volta l’Enel a sbloccare la vicenda per tornare alla normalità. “Viviamo una realtà da terzo mondo senza offesa per quest’ultimo - dice il sindaco Pellicane - ed è purtroppo opinione diffusa che un vasto territorio è in mano alla criminalità organizzata senza che le istituzioni riescano a controllare la situazione”.

Notevoli disagi anche per i cittadini residenti nella zona. “Ho dovuto lasciare la mia casetta in campagna - dice la signora Orsola Biondo - perché priva, già da parecchio tempo, di luce e acqua, all’inizio ho resistito con le candele poi mancata anche l’acqua, per mancanza di corrente, ho lasciato l’abitazione”. Disagi e malumori anche tra i tanti emigranti. “Molti tornati per le vacanze - aggiunge il sindaco Pellicane - non hanno potuto utilizzare la loro casa (alcuni sono andati via subito) per la quale hanno pagato e pagano regolarmente tasse e servizi”. Una situazione, insomma, che sta mettendo a dura prova la resistenza delle famiglie. “Sono preoccupato - conclude il sindaco Paolo Pellicane - anche per motivi di ordine pubblico. Infatti mi è stato preannunziato un sit-in di cittadini e lavoratori davanti al palazzo municipale”.

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