20 Luglio 2017, 20:42

16 comuni del Belice uniti per un finanziamento di 300mila euro

di: Redazione
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Un’istanza firmata dai rappresentanti di 16 comuni della Valle del Belice, mira ad ottenere un finanziamento di 300.000 euro per la progettazione di opere ed iniziative del territorio riguardanti la cultura ed il turismo. Tutta la progettazione ruota attorno al Parco Archeologico di Selinunte che nelle intenzioni progettuali dovrebbe rappresentare la "porta di ingresso verso la Valle del Belice".

L'iniziativa riveste una particolare importanza per vari motivi - afferma Calcara, assessore del comune di Castelvetrano - ci sia consentito per una volta di essere autoreferenziali ma va dato atto al presidente del Cresm di avere  attivato gli strumenti per realizzare concretamente l'idea forza di Expo Selinunte Valle del Belice sulla quale ho lavorato per circa 2 anni - continua l’assessore - ed è anche la miglior risposta a coloro che muovono accuse circa la mancanza di idee e progettualità.”

Volendo sintetizzare la corposa relazione allegata al progetto si individuano sia le eccellenze, che le criticità e si propongono alcune importanti iniziative. si legge che Il territorio del progetto coinvolge 16 comuni a cavallo fra le province di Agrigento, Trapani e Palermo con una popolazione complessiva di 160.558 abitanti.

Tale area corrisponde a quella che gli studi archeologici indicano come la “Chora Selinuntina” (il territorio di Selinunte): dalle Cave di Cusa, fino alle Terme Selinuntine di Sciacca, passando per l'entroterra della Valle del Belice con le sue  stratificazioni (il Parco Neolitico di Contrada Stretto, gli insediamenti elimi di Entella e Monte Polizo, quelli greco-punici di Monte Adranone, i quartieri arabi di Salemi e Sambuca di Sicilia, l'insediamento greco-albanese di Contessa Entellina, fino alle testimonianze del dopo sisma del 1968 con l'arte contemporanea della nuova Gibellina e il Cretto di Burri).

Un territorio articolato fra una fascia costiera (che va da Petrosino-TP fino a Sciacca-AG) con i borghi marinari di Marinella di Selinunte, Portopalo di Menfi e Sciacca, che registrano circa 850.000 presenze turistiche annue (prevalentemente estivo-balneari), le città interne della Valle del Belìce, con gli antichi borghi di Sambuca di Sicilia (eletto “Borgo più bello d'Italia”), Salemi e Caltabellotta, il Palazzo del Gattopardo a Santa Margherita di Belìce, le vestigia del terremoto (le antiche Poggioreale e Montevago e il Cretto di Burri che copre la vecchia Gibellina) e uno splendido e ben conservato paesaggio agricolo e naturale, per lo più collinare, dominato dalle tradizionali coltivazioni di ulivi e vigneti (con le pregiate produzioni di olio e olive DOP (Nocellara del Belìce e Val di Mazara), di vini DOC (Contessa Entellina, Salaparuta, Menfi) e punteggiato da numerosi allevamenti ovini da cui la produzione dei formaggi Pecorino e Vastedda del Belìce (entrambi DOP). Produzioni che testimoniano tradizioni millenarie, che si sono sviluppate fino a rappresentare la principale filiera produttiva.

Il panorama dei Beni Culturali è dominato dal Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa (fra gli insediamenti più importanti e meglio conservati del mondo greco) con la sua media di 250.000 visitatori annuali (dati Regione Sicilia), di cui circa il 30% (in crescita) è rappresentato da visitatori non organizzati (quindi liberi di spostarsi). Il Parco ha ottenuto l'autonomia gestionale dall'Ass. Reg. BB.CC (D.A. Del 19/04//2013) ed è quindi ufficialmente soggetto attivo della programmazione territoriale (recente l'avvio della candidatura a Patrimonio dell'UNESCO sostenuta dai comuni del presente progetto).

Attorno a tale attrattore, gravita un eccezionale patrimonio di aree archelogiche, riserve naturali, monumenti e musei, riuniti nella Rete Museale e Naturale Belicina (compreso il Parco Archeologico di Selinunte). Fanno parte della Rete Museale anche le Riserve delle Grotte di Santa Ninfa e della Grotta di Entella, il Museo di Arte Contemporanea e il Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina, il Castello Grifeo di Partanna, il Museo del Gattopardo di S. Margherita di Belìce, il Museo Archeologico di Sambuca,solo per citarne alcuni. Fra i soggetti gestori di tali musei o aree gli unici soggetti privati sono ad oggi la Fondazione Orestiadi (Museo Trame Mediterranee), il CRESM (Museo Belìce/EpiCentro della Memoria Viva), la Legambiente Sicilia e il CAI (Club Alpino Italiano) che gestiscono le due Riserve naturali sopra citate, mentre tutti gli altri musei e aree sono gestiti dai comuni.

In questo senso quindi il territorio ha bisogno di promuovere un'offerta turistico-culturale diversificata e integrata  rivolta alle tendenze emergenti, che chiedono una maggiore interazione con il territorio (turismo esperienziale, lento, accessibile, creativo, etc). La nuova strategia  dovrà mettere al centro i seguenti elementi di discontinuità con il passato:

a) il sostegno alla progettualità di nuove forme di offerta turistico-culturale (con una specifica attenzione all'accessibilità) che consenta un aumento diffuso dell'attrattività, oltre che l'integrazione fra turismo costiero ed entroterra,

b) la qualificazione dell'Attrattore (Parco di Selinunte) perchè non solo diventi una esperienza eccezionale di scoperta, ma torni anche ad essere un vero HUB per tutta la sua antica “Chora” (questo è il senso della Candidatura UNESCO)

c) la creazione di un sistema di gestione e monitoraggio integrati delle risorse culturali, basato sulla Rete Museale e Naturale Belicina

d) Il rilancio, anche internazionale, della progettazione urbanistica partecipativa nel territorio.

e) Un Brand territoriale ed una comunicazione coordinata e in grado di esprimere l'unicità del territorio

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Valeria PalmeriIncentivi Sicilia