20 Gennaio 2018, 08:10

I sindaci del Belìce oggi a Palermo a sostegno dei 20mila precari

di: Redazione (Fonte: repubblica.it)
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C'erano anche i sindaci di Menfi, Sambuca, Salaparuta, Partanna e Castelvetrano al fianco del popolo dei precari in strada oggi a Palermo. Una Manifestazione unitaria a sostegno dei lavoratori degli enti locali e del personale delle ex Province. Raduno in piazza Marina, poi il corteo che, con in testa i gonfaloni dei Comuni e i sindaci con le fasce tricolore, ha fatto rotta su piazza Indipendenza, davanti alla presidenza della Regione. Un assedio al governatore Rosario Crocetta che ieri all'Ars si è impegnato a stabilizzare i lavoratori: "Se lo dico, lo faccio", aveva detto durante un accesso dibattito in aula. Ma lo scetticismo prevale. A quasi un anno dal protocollo firmato da sindacati e Anci per la stabilizzazione del personale precario, circa 20.000 persone, infatti, niente è cambiato.

Così i lavoratori a tempo determinato e gli Lsu di tutta l'Isola sono tornati a protestare "per rivendicare la realizzazione di quel protocollo e dire basta a soluzioni temporanee che non risolvono il problema", dicono i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Claudio Di Marco, Gigi Caracausi e Enzo Tango. "E' ora - continuano - che la politica nel suo complesso si assuma tutte le sue responsabilità e prevalga sui tecnicismi per superare i vincoli esistenti che, anzichè essere rimossi, aumentano".

"Serve che il governo nazionale rimuova i vincoli finanziari dei Comuni e garantisca le risorse per avviare finalmente la stabilizzazione di questo personale diventato essenziale per assicurare i servizi pubblici". Lo dicono il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Claudio Di Marco, ed Enzo Abbinanti della segreteria regionale, in corteo oggi insieme ai lavoratori a tempo determinato di Comuni, Regione, enti regionali e Sanità, Lsu e dipendenti delle ex Province. Secondo Di Marco e Abbinanti, la proposta del governo di costituire una agenzia nazionale, è da bocciare. "Non serve - dicono - una nuova Resais perchè opererebbe come una agenzia interinale con maggiori margini di discrezionalità. L'unica strada è la stabilizzazione secondo la dotazione organica degli Enti. Ognuno deve però fare la propria parte a partire dal Governo nazionale che deve assicurare le risorse promesse ai Comuni".

"I capponi di Renzi, Faraone e Crocetta, continuano a litigare giocando sulla pelle dei siciliani e dei lavoratori precari. Un giorno si inventano la Resais, un giorno l'Agenzia... ma la domanda di fondo a cui devono rispondere è: intendono far morire i comuni? Intendono trovare le risorse finanziarie necessarie? Il resto è soltanto fumo negli occhi". Lo ha detto all'Adnkronos il sindaco di Palermo e presidente dell'AnciSicilia Leoluca Orlando.

"Loro litigano e i comuni muoiono - ha aggiunto Orlando - Non vogliamo la Resais, né l'Agenzia dei precari, vogliamo la stabilizzazione dei lavoratori che da anni offrono servizi essenziali".

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