23 Gennaio 2017, 05:27

Autosciolto il consiglio comunale di Castelvetrano. Si attende l'arrivo del commissario

Il caso Giambalvo e la "bomba" mediatica su Le Iene

di: Santina Matalone
Felice Errante
Felice Errante

E' ufficialmente scioltogià da ieri,  il consiglio comunale di Castelvetrano, dopo che ben ventotto consiglieri comunali su trenta, tranne Giambalvo, hanno consegnato al segretario generale del comune Livio Elia Maggio le proprie dimissioni.

Felice Errante resta al suo posto anche se non esclude altre ipotesi e dunque continuerà a svolgere la carica di sindaco, mentre le funzioni del consiglio saranno svolte da un commissario che sarà nelle prossime ore nominato dalla regione subito dopo il decreto di sciogliemento. 

La vicenda fa seguito alla polemica attorno al caso del consigliere Lillo Giambalvo (Articolo 4), ritenuto amico del boss latitante Matteo Messina Denaro e ritornato a sedere in consiglio, dopo 13 mesi di carcere.  Arrestato nel novembre del 2014 dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Eden 2" perchè considerato "amico" del latitante Matteo Messina Denaro, assolto nel dicembre del 2015 e reintegrato nella sua carica di consigliere lo scorso 25 gennaio.

Il fatto ha generato una polemiche e malumori e da più parti erano partiti inviti rivolti a Gimbalvo per dimettersi e al sindaco perchè lo destituisse dalla carica; cosa che evidentemente non poteva fare in quanto le istituzioni, ne tanto meno il sindaco, non hanno strumenti per farlo. Gruppi e movimenti politici avevano pressato in tal senso innescando una bomba che poi è esplosa a livello mediatico, con l'intervento delle "Iene"  in consiglio comunale e le interviste e le dichiarazioni di alcuni consiglieri con un servizio tv che evidentemente ha disegnato un quadro di una città e di un popolo diverso. Ma che Castelvetrano non ha accettato di essere accostata alla mafia. Il sindaco più volte aveva invitato Giambalvo a dimettersi per togliere la città dall'imbarazzo, appello mai raccolto dal consigliere che anzi teneva fermamente al suo diritto ad occupare la "poltrona". Errante si era rivolto anche al Ministro Angelino Alfano. Ma le leggi, tuttavia non possono nulla verso le questioni di tipo morale.  E oggi Alfano commenta l'odierno scioglimento del consiglio comunale con una nota che riportiamo.  "Cari amici, la  vicenda del Consigliere Comunale di Castelvetrano, sulla quale sono intervenute Le Iene che mi hanno intervistato nella scorsa puntata, si è conclusa positivamente. Ringrazio tutti i consiglieri comunali di Castelvetrano e, in primo luogo, i consiglieri comunali di Ncd-Area Popolare per la responsabilità e l'attaccamento alla loro città: con le loro dimissioni hanno voluto riaffermare il senso della legalità che - a causa del comportamento di un solo uomo, per di più loro collega, consigliere comunale - era stata messa gravemente a rischio. Nessuno li ha costretti, non era un loro obbligo, nessuno li avrebbe potuti costringere: eppure hanno rinunciato al loro seggio in consiglio pur di difendere la reputazione della loro città. Hanno scelto di farlo restituendo così alla politica quella forza che tanti vogliono negarle. Ringrazio anche il sindaco con il quale sono stato in contatto in questi giorni e anche in queste ore, perché ha fatto esercizio della propria leadership per orientare questa decisione".

E si registra anche l'intervento del  Partito Socialista Italiano, che conferma la sua fiducia e il sostegno al sindaco Errante. Per il segretario cittadino Domenico Lombardo e provinciale Vita Barbera, "si tratta di un atto di estrema responsabilità che riscatta l’onore della città e della quasi totalità dei Consiglieri che non hanno voluto condividere gli scranni di palazzo Pignatelli con un personaggio che ha inneggiato alla mafia ed al latitante Matteo Messina Denaro.  Con questo atto i Consiglieri Comunali hanno compiuto un gesto nobile e importante che rende finalmente e correttamente  l’immagine di una città desiderosa di giustizia e legalità, determinata a scrollarsi di dosso e a riscattarsi da ogni possibile contiguità, tolleranza o ignavia verso la criminalità mafiosa e il malaffare E’ un esempio che dà speranza alle nuove generazioni per costruire un futuro migliore, in cui possano emergere, a differenza di quello che accade oggi, l’onestà e l’operosità dei cittadini, la buona e trasparente amministrazione della cosa pubblica, le straordinarie bellezze culturali e paesaggistiche, le ricchezze enogastronomiche e l’ospitalità. Il PSI nel riconfermare fiducia e sostegno al Sindaco Felice Errante, che in questa fase ha dato prova di consapevolezza  e maturità gestendo con coraggio e responsabilità  un momento difficilissimo per l’intera comunità castelvetranese, chiede allo stesso un ulteriore impegno, malgrado le difficoltà, a lavorare per una ricomposizione unitaria del quadro politico locale in linea con quello nazionale e regionale, condizione fondamentale perché in quest’ultimo scorcio di consiliatura l’attività amministrativa prosegua nel migliore dei modi, dando le necessarie risposte che i cittadini attendono." concludono Lombardo e Barbera. Dunque il consiglio comunale a Castelvetrano si è autosciolto.  

E oggi si registra anche il commento del M5S che attraverso i deputati Nuti e Di Stefano,  avevano rivolto un'interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell'Interno per chiedere lo scioglimento del consesso civico, ai sensi dell'articolo 143 del testo unico degli Enti locali sulle infiltrazioni mafiose.

"La decisione presa dal Consiglio comunale di Castelvetrano di autosciogliersi in seguito al caso Giambalvo, il consigliere che secondo le intercettazioni rese note dalla stampa sarebbe stato in rapporti con esponenti di spicco della criminalità organizzata di stampo mafioso. Alfano poteva intervenire ed invece è rimasto a guardare”. concludono i grillini

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