La lotta intestina che sta interessando le correnti del partito democratico menfitano miete (in siciliano macìna) la prima vittima: si tratta del segretario locale del PD Calogero Montalbano che stamane, in un'accorata lettera di dimissioni, ha espresso tutto il suo disappunto sulla situazione del maggior partito della sinistra locale.
Una situazione che era stata colta anche dall'ex segretario Antonio Ferraro che proprio Montalbano aveva sostituito e che lo stesso ha ricordato nella sua lettera di dimissioni. "Subito dopo le elezioni amministrative del 2013 - scrive Montalbano - , all’interno del P.D. si è avuta una serrata e duratura discussione sugli equilibri interni, poiché i principi di partecipazione e di apertura al nuovo sono stati mortificati e soppressi da chi ritiene di essere il portatore unico dei valori e dell’identità del partito locale".
Poi l'attacco al consigliere-assessore Palminteri: "La posizione di arroccamento per difendere interessi personali e del proprio gruppo a scapito di tutti gli altri ha portato ad una tensione continua nel P.D. locale. Nonostante buona parte dei componenti del coordinamento sostenga che in un grande partito di massa, che mira a rappresentare varie istanze della società, nessuno possa tenere a lungo un doppio incarico a discapito delle aspettative di altri che parimenti hanno raggiunto un adeguato consenso dai cittadini, a livello locale persiste una situazione del genere che non si riesce a risolvere.
L'ormai ex segretario Montalbano si duole dell'incapacità del PD menfitano di aggregare nuove forze e nuovi soggetti, a differenza di quanto avvenuto a livello nazionale: "dovremmo avere la capacità di attrarre tulle le forze che si ispirano al Partito Democratico ed essere attori del cambiamento; invece non riusciamo nemmeno a garantire le aspettative di chi si è speso alle ultime elezioni amministrative, rischiando così di perdere le idee nuove e genuine dei giovani che credono nel rinnovamento della politica.
Questo modo di fare politica ha portato ad una perdita di efficacia della segreteria e del coordinamento a vantaggio di chi occupa il ruolo di consigliere e assessore contemporaneamente, perché volutamente si tende a escludere altri dalla partecipazione attiva e fattiva all’azione amministrativa comunale.
Poi la conclusione di Montalbano con i continui riferimenti all'assessore della giunta Lotà Saverio Palminteri: "Nonostante il rinnovamento della segreteria e dei componenti del direttivo locale, i problemi interni sono rimasti irrisolti e la situazione continua a degenerare.
Personalmente non ritengo di poter continuare a svolgere il ruolo di segretario del P. D., perché vedo mortificare l’entusiasmo di tanti simpatizzanti e tesserati e perché non vedo una prospettiva politica per il futuro: non possiamo operare per mantenere lo stato attuale e pensare che questa situazione sia la base di partenza per costruire un’azione amministrativa per il domani.
Il partito ha bisogno di una scossa e di un equilibrio interno diverso; non possiamo mantenere la situazione attuale a beneficio di interessi personalistici di pochi che pensano di essere i detentori del partito locale.
Questa situazione ha portato ad un clima non sereno nel partito e ad una incompleta espressione delle capacità politiche in sede di Consiglio Comunale, dove, di fatto, è venuta a mancare una figura di consigliere del P.D. per via del doppio incarico detenuto da una singola persona.
Invito gli altri consiglieri del P.D. ad esprimere chiaramente la loro posizione riguardo a tale situazione politica: non si può far finta che il problema non esiste, non possiamo chiamarci “nuovo” se siamo peggio del “vecchio”, non possiamo essere rinnovatori se il metodo è uguale al precedente.
Dobbiamo avere la capacità ed il coraggio di esprimere le nostre opinioni e, se riteniamo che un grande partito che opera sul territorio debba dare spazio a pochi o a molti, dobbiamo essere coerenti e alle parole far seguire i fatti.
Non condivido l’operato politico sul tema sopra menzionato, non riesco più a svolgere il ruolo di segretario in questo clima di contrasti, non riesco a garantire l’equilibrio all’interno del partito e ritengo questa situazione potenzialmente pericolosa per il futuro dello stesso, quindi rappresento le mie dimissioni al fine di smuovere la situazione di stagno che si è creata.
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