L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la norma che prevede la stabilizzazione dei lavoratori dei Consorzi di bonifica, ponendo fine a una lunga fase di precarietà che ha interessato centinaia di addetti in tutta l’isola. Il provvedimento, inserito nella manovra economica approvata in Aula, introduce anche l’aumento progressivo delle giornate lavorative, che passeranno dalle attuali 78 o 101 a 156 entro il 1° gennaio 2026.
Il capogruppo della Democrazia Cristiana all’Ars, on. Carmelo Pace, ha espresso «viva soddisfazione per un provvedimento atteso da decenni che restituisce certezze e fiducia a una categoria di lavoratori per troppo tempo rimasta in ombra». Pace ha definito la giornata «storica per i lavoratori e per le loro famiglie» e ha sottolineato come «questa stabilizzazione rappresenti un giusto e doveroso riconoscimento a chi ha garantito, nonostante le difficoltà, un servizio prezioso ai cittadini e al territorio».
Soddisfazione è stata espressa anche dai sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil, che parlano di «un grande risultato atteso da anni, frutto della lotta dei lavoratori». I segretari regionali Tonino Russo, Adolfo Scotti ed Enzo Savarino hanno ringraziato il Parlamento siciliano «per l’approvazione dell’emendamento che garantisce maggiore stabilità occupazionale e copertura al 100% del turn over».
Anche il capogruppo del Partito Democratico all’Ars, Michele Catanzaro, ha accolto positivamente la misura, definendola «la fine di una lunga e ingiusta fase di precarietà» e «un passo importante per rafforzare l’efficienza operativa di enti strategici per la sicurezza idrogeologica e la gestione delle risorse idriche». Catanzaro ha ricordato il contributo del Pd al percorso legislativo, evidenziando che «sono state incrementate le risorse rispetto alla proposta iniziale» e ribadendo l’impegno del partito «per il miglioramento dei servizi irrigui e per una riforma complessiva dei Consorzi di bonifica».