"Gli agricoltori e gli allevatori dei Comuni della Valle del Belìce sono, ormai, in ginocchio da mesi per l'impossibilità di approvvigionarsi dell’acqua del lago Arancio, attualmente dichiarata ‘inquinata’ a causa della presenza dell’alga rossa. Una situazione gravissima di fronte alla quale, considerata anche la scarsa stagione piovosa che stiamo vivendo, non si può rimanere inermi e attendere in silenzio". Lo dichiara il capogruppo della Democrazia Cristiana all'Ars, Carmelo Pace.
"È arrivato il momento che la Regione e l'assessore all'Energia e dei Servizi di pubblica utilità assumano interventi risolutivi senza ulteriori indugi, con controlli e monitoraggi estesi e frequenti alle acque che defluiscono nel bacino artificiale. Cosa provoca l’inquinamento? È davvero così difficile capire le cause? Come è possibile tutto questo a distanza di un anno?", prosegue Pace.
"Non si può più permettere che gli agricoltori subiscano conseguenze di atti a loro non imputabili, vedendo distrutte le proprie aziende create con anni di sacrifici", conclude Pace.
Sulla vicenda sono intervenuti il segretario cittadino della Democrazia Cristiana di Menfi, Tonino Tassinari, e il commissario cittadino di Santa Margherita di Belice, Salvatore Nieli: "Ci associamo al grido di allarme degli agricoltori, per il perdurare di tale situazione - dicono Tassinari e Nieli -: il mancato approvvigionamento irriguo ha compromesso seriamente la produzione di carciofeti, piante ortive, agrumeti e frutteto, le aziende agricole di Menfi e Santa Margherita di Belice sono al collasso. Non si possono aspettare i tempi della burocrazia, serve trovare nell'immediato una soluzione. Auspichiamo al più presto un intervento risolutivo che possa dare certezza agli agricoltori per il prossimo futuro".