Salaparuta, consiglio aperto per la crisi agricola

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Il consiglio comunale di Salaparuta ha approvato all’unanimità un ordine del giorno: ”In sostegno all’economia locale comparto agricoltura”. Il documento è stato proposto dal sindaco di Salaparuta Vincenzo Drago e dall’assessore comunale all’Agricoltura Anna Maria Crocchiolo. “L’Amministrazione Comunale di Salaparuta-si legge nella parte finale-insieme al Consiglio Comunale vogliono esprimere la loro incondizionata solidarietà agli agricoltori di Salaparuta, agli agricoltori del territorio belicino riconoscendo il loro impegno e il loro ruolo fondamentale per il benessere e la prosperità della nostra comunità.

Ci impegniamo a continuare a sostenerli e a promuovere iniziative che rafforzino il settore agricolo, essenziale per il nostro territorio”. L’ordine del giorno approvato è stato trasmesso alla Regione Siciliana, al Governo Nazionale e alla Commissione Europea e ad altre istituzioni competenti, al “fine di sollecitare un intervento concreto volto a salvaguardare e sostenere il settore vitivinicolo trapanese in quest'ora di grande difficoltà”.

Nel documento si rimarca soprattutto la “crisi dell’agricoltura siciliana, giunta ad un punto di rottura tale per cui le giovani generazioni, dopo i sacrifici dei loro avi, di fronte all’assenza di prospettive, sono costretti ad abbandonare la terra e ad emigrare. Considerato che non vogliamo-proseguono gli amministratori comunali di Salaparuta- che venga snaturata la vocazione agricola e produttiva dei nostri terreni.

Che vogliamo, invece, dare futuro all’agricoltura siciliana, memori della sua storia secolare, consapevoli del valore immenso della civiltà contadina che oggi si esprime elettivamente nel lavoro dei piccoli produttori agricoli, che rappresentano l’anima dell’economia delle nostre comunità.

Non vogliamo, altresì, che i nostri terreni agricoli vengano colonizzati e coperti da indiscriminate distese agro e fotovoltaiche che colpiscono al cuore la bellezza del paesaggio, lucrano enormi profitti a multinazionali estere che, favorite da normative asimmetriche, sottraggono alle comunità locali l’energia prodotta ed espongono il territorio ad un maggior rischio idrogeologico.

Serve il coraggio di opporsi ad assurde direttive europee che rispondono agli interessi delle multinazionali, ne incentivano i profitti e penalizzano le produzioni siciliane di qualità. Ritenuto-concludono gli amministratori comunali-che occorre un cambio radicale di paradigma che riconcepisca l’agricoltura dal punto di vista dei piccoli produttori perchè su di essi si basa l’economia siciliana, gli agricoltori siciliani chiedono: - Prezzo minimo garantito delle produzioni.

Stabilire per ogni singola produzione un prezzo minimo al di sotto del quale non si può scendere come misura urgente a tutela dei piccoli produttori agricoli.- Ricarico vigilato nei punti vendita.

Approvati tre emendamenti presentati dal capogruppo di minoranza Michele Antonio Saitta. Sull’ordine del giorno si sono registrati gli interventi del: sindaco Vincenzo Drago, dell’assessore comunale all’Agricoltura AnnaMaria Crocchiolo,del presidente del consiglio comunale Antonino Cinquemani,del consigliere di minoranza Michele Antonino Saitta, dei cittadini presenti in aula:Lucia Vasile e Giuseppe Palazzolo.

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