Segesta, Sgarbi si infuria per l’installazione di opere d’arte accanto al tempio del parco archeologico. Intervengono Musumeci e Samonà


Fino a novembre, Segesta ospiterà una mostra d’arte contemporanea con opere al neon di  Mario Merz, tra cui una spirale dal titolo “Un segno nel Foro di Cesare e Fibonacci Sequence”, l’opera di Ignazio Mortellaro, una torre alla cui sommità è installato il corno d’Ariete, servita da un carro/scala, appositamente disegnata dall’artista come le antiche scale utilizzate nelle chiese o nelle biblioteche. Uno strumento di lavoro funzionale ma anche un’icona sacra che richiama il Carro Solare e la Scala, l’ascesa e la luce, la proiezione verso l’infinito, completa l’opera una traccia sonora nel musicista Gianni Gebbia. Il tema della spirale ritorna nell’opera di Costas Varotsos, un’installazione in ferro e vetro che evocano i concetti di luce, trasparenza, energia, movimento, tempo ed equilibrio.  Queste installazioni non sono piaciute a Vittorio Sgarbi, che ha dichiarato:”Segesta è un luogo sacro, deve essere lasciato in pace". 

Il noto critico d’arte ha poi invitato anche l’assessore Samonà oltre che il presidente Musumeci ad intervenire, il quale con una nota ha dichiarato:  “Condivido le osservazioni di Vittorio Sgarbi. La sacralità laica dei nostri Parchi archeologici non ammette contaminazioni di altre iniziative culturali, per quanto dettate da buoni propositi. Ho chiesto all’assessore Samonà di diramare un atto di indirizzo affinché i direttori dei Parchi si attengano a valutazioni omogenee. Intanto, l’allestimento artistico attualmente ospitato a Segesta va spostato in altro luogo”. 

Da MondoMostre fanno sapere che recepiscono le indicazioni del presidente della Regione Siciliana e dell’assessorato e che stanno lavorando coordinandosi con la direzione del Parco, le curatrici della mostra e la Fondazione Merz , per trovare la soluzione più idonea che interpreti l’indirizzo che è stato comunicato.     

Il provvedimento, già firmato dall’assessore ai Beni culturali Alberto Samonà, prevede che “ogni singolo allestimento di arte contemporanea da realizzarsi in aree e Parchi archeologici venga preceduto dalla presentazione, da parte del soggetto proponente, di un dettagliato progetto espositivo da sottoporre alla preliminare autorizzazione dipartimentale”. 

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