Protesta del latte, Gelarda (Lega): “Salvini ascolterà anche i pastori siciliani”

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“Salvini ascolterà anche i pastori siciliani, come sta già facendo in Sardegna, perché la protesta degli allevatori in Sicilia è anche la lotta della Lega”. A parlare è Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali del partito guidato dal vicepremier e ministro dell’Interno: “Il governo nazionale sarà a fianco dei nostri pastori. Li incontrerò con l’impegno di essere garante delle loro richieste”.  I pastori siciliani, come i colleghi sardi, chiedono che sia rivisto il prezzo del latte.

In Sardegna, le trattative istituzionali sono state già avviate - con gli allevatori in assemblea che hanno approvato una bozza di accordo da portare al tavolo del premier Giuseppe Conte domani (giovedì 21 febbraio) con latte subito a 80 centesimi al litro, poi a un euro - mentre in Sicilia il dialogo istituzionale è ancora molto indietro.  Ieri, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato a Palazzo d’Orleans le associazioni di categoria per avviare tavolo di confronto, ma gli allevatori hanno preso le distanze dall’iniziativa facendo sapere di non sentirsi rappresentati dalle sigle di settore.

I pastori siciliani marciano da soli. E soprattutto marciano spediti, tanto che domani (giovedì 21 febbraio) annunciano un’altra grande manifestazione di protesta a Vittoria, in provincia di Ragusa, dopo i litri di latte già versati in strada pochi giorni fa a Poggioreale, in provincia di Trapani, e ad Enna. Ma il malessere cova di ora in ora e non risparmia nessuna provincia.  “Bisogna riconoscere il giusto prezzo alle produzioni frutto del lavoro di chi si spacca la schiena dalla mattina alla sera negli allevamenti - dice Gelarda - ma anche di chi fatica nei campi per coltivare il grano siciliano e tutti gli altri frutti della nostra splendida terra. È necessario bloccare l’ingresso selvaggio di produzioni alimentari straniere che fanno concorrenza sleale alle aziende italiane, senza contare i rischi per la salute dei consumatori causati da prodotti di dubbia qualità e provenienza. L’Unione europea - conclude l’esponente siciliano della Lega - deve cambiare registro nei confronti dei nostri territori”.

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