Nel Belìce c'è chi ha pensato ad un agriturismo mentre c'è chi aspetta di costruirsi ancora la prima casa

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Storia paradossale quella del Belice. C’è chi abita in una nuova casa costruita da anni, chi ha tentato di farsi la casa "agrituristica" e chi dopo mezzo secolo ha avuto il lotto assegnato dove costruire la propria abitazione, ma forse la casa non la costruirà mai per mancanza di finanziamenti. E senza finanziamenti queste famiglie chissà quanto tempo ancora dovranno aspettare.

Sono passati oltre 50 anni e non ho ancora una nuova casa. Io – spiega Lucia D’Aloisio costretta ad abitare a Contessa Entellina, nonostante sia nativa di S. Margherita - sono in attesa ancora che venga approvato il mio progetto. Purtroppo i finanziamenti non arrivano perché lo Stato forse si è dimenticato di noi”. In queste parole c'è l’amarezza di Lucia. Il terremoto 50 anni fa distrusse la loro casa nel quartiere Calvario.

Dopo il terremoto abbiamo vissuto per circa un anno nella tendopoli, e per 37 anni circa abbiamo vissuto nelle Baracche. Abbiamo atteso con ansia la ricostruzione, l'assegnazione di un terreno dove poter realizzare una nuova abitazione”. Il finanziamento del progetto di Lucia, presentato nel 2010, non è ancora arrivato, mentre quel piccolo lotto sta diventando una discarica. “Abbiamo perso le speranze, mio papà purtroppo è morto con questo desiderio e ho paura, veramente molta paura che ci muoia anch'io con questo desiderio”.  Ma oltre le prime 84 unità a Santa Margherita di Belice ci sono ancora altre 517 unità immobiliari, diverse dalle prime, che sono in possesso dei requisiti di legge in attesa di essere finanziate per 26 milioni di euro. In totale servono 36 milioni di euro necessari per chiudere la ricostruzione privata.

Un sogno lontanissimo per tanti. Ma poi a S. Margherita oltre le case da ricostruire c’è un quartiere in cui mancano le urbanizzazioni primarie. Viene già abitato da circa 150 famiglie che hanno ricostruito la propria casa, ma si trovano a vivere in un quartiere senza urbanizzazioni: senza strade, luce, acqua, fogna, in mezzo a montagne di macerie. D’inverno in mezzo al fango e d’estate in mezzo alla polvere. Un quartiere esteso circa un quinto del paese. Per urbanizzarlo sono necessari 27 milioni di euro.

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