Dal Canada all'Italia. Il compleanno "complicato" del gioco a distanza di dieci anni dal primo storico torneo

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Alzi la mano chi ricorda il boom del poker online in Italia, l’arrivo del Texas holdem sui tavoli verdi nostrani e le partite dei grandi tornei americani trasmesse di notte in tv. Ebbene, sono già passati 10 anni dal primo storico torneo disputato sul web nel nostro paese, un tavolo aperto il 2 settembre 2008, il primo di innumerevoli. Eppure oggi il settore non se la passa bene anzi, a volerla dire tutta, possiamo parlare di crisi. Arriva zoppicando alle candeline il poker online, certo ha vissuto giorni migliori ammantati da un clima politico decisamente più favore in luogo dell’aperta ostilità odierna, nel mezzo ci sono stati molti cambiamenti in merito alla fruizione e alla tecnologia, in ogni caso una storia che vale la pena rivivere.

Un’invenzione tutta canadese

Nessuno sa dire con estrema esattezza quale sia l’origine del gioco del poker che, molto probabilmente, avrà avuto regole diverse all’epoca della sua nascita. In ogni caso, già nel XIX secolo ci sono diverse fonti che parlano di gioco del poker a New Orleans e più in generale negli stati meridionali dell’unione. Per trovare la scintilla che fece scattare, molto più tardi, l’idea di portare le carte sul web bisogna risalire tutto il paese e arrivare fino in Canada, precisamente nella regione di Alberta che ha dato i natali a Randy Blumer. Per i suoi 21 anni, Blumer celebrò con un viaggio a Las Vegas, la capitale dei casinò del mondo, e qui fece la conoscenza del poker texano che in Canada non era diffuso.

Dopo questa sorta di folgorazione Blumer proseguì gli studi laureandosi in ingegneria e trovando lavoro nella marina canadese, ma continuò a coltivare la sua passione per le carte. Gli anni ‘90 videro nascere il World Wide Web, la struttura che ancora oggi conosciamo comunemente come “internet” e pensata da Tim Berners Lee, sarebbe stato lo spazio ideale per lanciare l’idea dell’ingegnere canadese. Blumer cominciò in quegli anni a cercare i fondi per finanziare la sua intuizione e la risposta più frequente che ricevette in quel periodo fu che il poker era un gioco in cui bisognava guardarsi negli occhi, che i tavoli virtuali non avrebbero funzionato. Eppure il canadese insistette, trovò 30 mila dollari di fondi per cominciare e insieme ad un’azienda di software cominciò la propria attività digitale con sede in Costa Rica. Così nacque Planet Poker, la prima poker room del www, che nonostante il continuo crash di server, la grafica spartana e un’esperienza di gioco piuttosto difficile, cavalcò un’intuizione geniale quanto testarda e rese il suo fondatore un imprenditore multimilionario.

L’Italia e il sogno Moneymaker

Già nel 1998, in America, si giocava nelle poker room virtuali con soldi veri, in Italia bisognerà attendere 10 anni, esattamente il 2 settembre 2008, per poter assistere all’inaugurazione del primo tavolo anche nel nostro paese. Il poker texano era già arrivato nel nostro paese ma ancora non si poteva giocare puntando denaro. Questa possibilità fu implementata e a quel punto un’irrefrenabile moda travolse lo stivale. Non si trattava solo della bellezza del gioco in assoluto, ma della possibilità di poter guadagnare con esso. Con il tempo è stato sempre più chiaro che il raggiungimento di certi livelli richiede una sorta di pratica agonistica, ma chiunque è stato tentato dal cercare il colpo di fortuna.

Un mix di entrambe le cose è servito a un certo Chris Moneymaker per diventare il primo campione delle World Series di Poker qualificatosi grazie a un torneo online. Stiamo parlando del 2003, Moneymaker arrivò al tavolo finale partendo da un torneo satellite in cui il buy-in era da 40 dollari: con un magistrale bluff, portato con un all-in, non solo si laureò campione del mondo, il primo che non arrivava dal circuito professionale, ma dimostrò anche che un giocatore cresciuto sul web può battere i campioni dei tavoli di Las Vegas usando lo stesso tipo di strategie. Questa vittoria ha aperto degli scenari che fino ad allora erano impensabili.

I numeri del poker online in Italia

Introdotto il poker legale sul web italiano fu subito un successo. Le televisioni trasmettevano i tornei dei grandi campioni con la presenza sempre più nutrita di persone che a quel tavolo ci si erano sedute partendo dallo schermo del pc. Considerando il 2008 come anno (in realtà soli 4 mesi) d’ingresso, poi il 2009 come un anno di crescita, il vero exploit avviene nel 2010 quando la raccolta totale tocca i 3,14 miliardi di euro, da lì in poi è tutta discesa. Nel 2011 viene introdotto il cash game, ma la raccolta passa a 2,2 miliardi, alcuni riterranno che la causa sia stata proprio l’introduzione di un nuovo segmento, ma nel 2016 la spesa arriverà a 754 milioni di euro decretando definitivamente la crisi. Ci fosse qualche dubbio, Agimeg riporta che proprio nel mese del decimo compleanno, settembre 2018, il poker online cala del 11% rispetto al rilevamento dell’anno precedente (6,1 milioni contro i 6,9 del 2017), ancora peggio il poker cash che perde 1 milione da un anno all’altro.

I numeri sulla spesa dell’ultimo anno sono stazionari, ma un altro dato fa riflettere sulla gravità del momento: il casinò online cresce del 16%. Se parliamo di numeri assoluti, questo settore è ancora quasi alla pari del poker, ma mette a referto dei trend di crescita che già dal prossimo anno racconteranno una realtà piuttosto diversa. Basti guardare le library delle maggiori società del mercato, si arricchiscono di giorno in giorno di giochi da casinò e slot machine digitali, anche e soprattutto in versione responsive su smartphone, per rendere l’offerta più fruibile.

Le prospettive quindi non sono delle più rosee, va aggiunto che il clima politico si sta rivelando totalmente avverso al settore del gioco d’azzardo in generale, questo porrà un ulteriore elemento di svantaggio rispetto ai competitors europei. Per esempio Francia, Spagna e Portogallo si sono già connesse con quella che si definisce liquidità condivisa, in pratica organizzano dei tavoli misti dove possono giocare gli iscritti provenienti dai 3 paesi, un’idea che pare stia andando bene, un segnale di rinnovo. L’Italia era nella rosa delle 4 che stavano trattando per avviare questa iniziativa, poi, senza un motivo esplicito, il nostro paese si è defilato e, con il nuovo governo, probabilmente il progetto finirà nel cassetto. Insomma, un compleanno complicato per il poker online, ma in ogni caso tanti auguri.

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