Decreto Dignità tra novità, divieti e sanzioni. Nuove tutele giuste o troppo rigide?

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Linea dura. È questa la linea scelta dal governo italiano sull'argomento pubblicità nel gioco d'azzardo. Il provvedimento denominato Decreto Dignità, ha infatti l'obiettivo di introdurre un divieto assoluto di pubblicità per le compagnie che operano nel settore del gioco d'azzardo e delle scommesse sportive. Quindi, se non ci saranno modifiche dell'ultimo momento, non ci saranno più spot sui giornali, sui siti web e in televisione. Niente più annunci che pubblicizzano Gratta e Vinci o le tanto antiche e amate schedine. L'obiettivo è quello di ridurre il numero di giocatori, che è in costante e continuo aumento.  

La più grande novità è rappresentata dal fatto di aver posto un tetto anche per i contratti di sponsorizzazione in essere. Questi ultimi infatti non varranno più, com'era stato precedentemente deciso, fino alla loro naturale conclusione, ma entro il termine improrogabile del 30 giugno 2019 oltre il quale ogni pubblicità dovrà cessare. Insomma, come detto, una vera e propria linea dura. 

Nel resto dei Paesi però il modo di operare è totalmente differente, come per esempio nel Regno Unito e la Spagna, due mercati altamente sviluppati forse anche in maniera maggiore di quello italiano. In questi due Stati esiste una regolamentazione sulla pubblicità dei giochi che mette al primo posto la tutela dei consumatori e della salute pubblica. L'obiettivo viene perseguito attraverso degli specifici criteri qualitativi imposti agli operatori e ai media, dei controlli puntuali e delle sanzioni rigide e ferree. Insomma, la linea dura e il divieto totale della pubblicità del gioco legale sembrano dunque essere un'esclusiva tutta italiana.  

Una modalità che, in questa fase, può essere interpretata anche come una semplice scorciatoia elettorale. I pericoli intrinseci del gioco d'azzardo sono noti a tutti, ma forse sarebbe meglio migliorare alcuni aspetti e lenire le caratteristiche più rischiose, in particolare tramite il divieto sulla pubblicità nociva e ingannevole. Gli effetti negativi della pubblicità del gioco legale sono stati messi in evidenza da Marasco, presidente dell’associazione Logico, e dall’ex ministro Maroni, i quali hanno evidenziato come il divieto assoluto sembra poi non tenere conto di questioni importanti come la qualità e il merito. Vietare ogni forma di pubblicità potrebbe in più portare a rendere indistinguibili agli occhi dei consumatori l'offerta legale da quella illegale. Il rischio è quello che venga meno la tutela dei giocatori, della salute pubblica e del risparmio.  

In definitiva, la linea dura non sempre può essere la soluzione migliore.

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