Dopo la deposizione della Corona, l'alzabandiera, l'inno nazionale e la preghiera di Padre Arciprete Don Alessandro Di Fede Santangelo, il Sindaco di Menfi ha rivolto un accorato discorso alla cittadinanza, celebrando i valori costituzionali non come concetti astratti, ma come princìpi vivi nel tessuto quotidiano del territorio.
Nel suo intervento, il Primo Cittadino ha tracciato un parallelo ideale tra la nascita della democrazia nel 1946 – segnata dallo storico suffragio universale – e la realtà operosa di Menfi, definendo i Comuni come "il primo, fondamentale mattone della Costituzione".
Il discorso ha declinato l'Articolo 1 e l'Articolo 9 della Carta fondamentale attraverso le eccellenze locali: il lavoro degli agricoltori e dei viticoltori, di tutti gli operatori economici e dell'intera comunità a tutela del paesaggio e la cura di un ambiente pluripremiato.
I due passaggi chiave della celebrazione:
Il valore profondo di essere comunità: Il Sindaco ha evidenziato come fare comunità oggi significhi "saper fare squadra nei momenti complessi, non lasciare indietro nessuno" e porsi come esempio di legalità contro l’isolamento del malaffare.
Il forte appello ai giovani: Il momento più toccante è stato il mandato intergenerazionale affidato alle nuove generazioni. Richiamando il dovere di difendere la libertà con lo studio, la cultura e il rifiuto di ogni sopraffazione, il Primo Cittadino ha esortato i ragazzi con parole di grande impatto: "La Repubblica ha bisogno della vostra energia, della vostra freschezza e anche della vostra sana ribellione contro ciò che non va. Non siate spettatori del vostro tempo, siatene i protagonisti".