“Acqua: decide il cittadino!”, cittadini protagonisti attivi nella scelta del nuovo modello di gestione

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La privatizzazione del Servizio Idrico Integrato (cioè l’acqua) effettuata nel 2007 con una gestione unica per 26 comuni della provincia di Agrigento, è stata una scelta politica sbagliata che ha avuto solo degli effetti negativi: aumento delle tariffe, disservizi, una indagine giudiziaria che vede indagati circa 70 fra politici, funzionari dello Stato, amministratori ecc., debiti per la collettività e lauti profitti per alcuni soggetti; tutto ciò è paragonabile a una calamità naturale che ha prodotto danni per diversi milioni di euro nel nostro territorio provinciale.

Insomma un modello negativo che potrebbe perpetuarsi, ancora una volta, a danno dei cittadini ignari. Alcuni Comuni della Provincia, sin  dall'inizio, allorquando si procedette all'assegnazione del Servizio Idrico Integrato alla sola ditta partecipante, avevano avanzato riserve, preoccupazioni e perplessità circa le procedure di affidamento  del  servizio e si sono opposti, giustamente, non consegnando le reti di proprietà comunale, iniziativa riconosciuta legittima dalle stesse norme Regionali.

Inoltre i Comuni, non consegnatari delle reti, hanno sempre attuato la Sussidiarietà nei confronti degli altri Comuni, in particolari momenti di crisi idrica, nei limiti delle loro risorse disponibili e trasferibili.   Nel dibattito, a cui assistiamo in questi giorni sulla suddetta questione, dobbiamo sottolineare alcune rigide  e ingenerose   prese di posizione, talora sconfinate nella violenza verbale, nei confronti di quei Sindaci che, operando nella legalità, non si sono allineati o lasciati fagocitare dal sistema monopolistico e clientelare.

Auspichiamo che si sviluppi e concretizzi  un dibattito costruttivo, rispettoso delle Autonomie locali, nelle sedi opportune, al fine di far prevalere ragioni condivise che conducano ogni singolo Comune della Provincia ad operare una scelta gestionale razionale ed economica sia per le Amministrazioni che per cittadini.  Alcune Amministrazioni comunali si sono attivate, convocando i rispettivi consigli comunali, che vedranno i cittadini protagonisti attivi nella scelta del nuovo modello di gestione che dovrà essere attuato una volta rescisso per inadempienze il contratto con Girgenti Acque.

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