Campo di sopravvivenza in Lombardia per i due coniugi menfitani Vita Mistretta e Michele Dimino. Una settimana tra spirito di sopravvivenza e coraggio


Immaginate di dover passare una settimana in un bosco affrontando prove anche estreme, un vero e proprio campo di sopravvivenza. Lo hanno fatto due menfitani, Vita Mistretta e Michele Dimino, che hanno trascorso una settimana immersi nel bosco di Magreglio (CO) in Lombardia.  

Il campo di sopravvivenza è stato uno degli esami del Micap, il Master internazionale in coaching ad alte prestazioni, che i due coniugi hanno affrontato nella prima settimana di settembre.  

Vita Mistretta, insegnante, organizzatrice di eventi e Consulente Patrimoniale, e Michele Dimino, affermato Consulente Finanziario e Patrimoniale, esperto nella mappatura dei rischi e nel passaggio generazionale di Patrimoni; quest’ultimo impegnato, oltre che nella gestione dei suoi clienti, riveste anche funzioni manageriali, avendo la responsabilità di supervisionare altri Consulenti Finanziari sul territorio agrigentino e non solo.

Vita e Michele hanno trascorso una settimana in un bosco, senza l’ausilio di tecnologia e senza nessun tipo di contatto con il mondo esterno, affrontando prove estreme e difficili, come l’ipotermia nel fiume per più di tre minuti, l’attraversata su una fune sospesa nel vuoto, la scalata di una parete rocciosa compiuta bendati, la discesa in corda doppia su una parete rocciosa.  

Un coraggio non da tutti quello mostrato dai coniugi menfitani che hanno affrontato anche un percorso mentale fatto, talvolta, anche di paure e timori e che gli ha permesso di riuscire ad ottenere risultati che potevano sembrare, alla vigilia, impossibili.  

Il Survival Camp MICAP prevedeva, inoltre, un’alimentazione particolare, con ben 72 ore di digiuno completo e quattro scatolette tra tonno e legumi da distribuire per tutta la settimana. 

Una vera e propria prova di sopravvivenza culminata con un pasto a sorpresa (a base di camole da farina) dopo il lungo digiuno deciso dal Dottor Cerè, l’ideatore del master triennale.  Per la coppia menfitana è stata anche l’occasione per apprendere la teoria e la pratica di come accendere un fuoco senza accendino, lezioni di cartografia per identificare coordinate ed orientarsi senza bussola anche sotto la pioggia ed al buio, di come costruire un alloggio, potabilizzare l’acqua e nutrirsi con ciò che offre la natura senza rischiare di morire avvelenati.  

Dal tardo pomeriggio sino alla mattina, la regola per i partecipanti era quella di stare in solitudine completa nei bivacchi costruiti da loro stessi. «È proprio in quei momenti - spiegano Michele e Vita - che emergono le emozioni più forti e si capisce di cosa si abbia davvero bisogno, e si capisce, altresì, quanto tempo si perda dietro a cose inutili».  

Particolare rilevanza hanno avuto il gruppo dei pari, la guida degli istruttori del campo, gente molto esperta e capace (Vinicio Del Beccaro e Luca Bartesaghi della scuola nazionale degli istruttori di sopravvivenza-Outdoor Dept) e la bellezza di sfidare se stessi in mezzo alla natura più bella ed ostile. Ma, allo stesso tempo, è stata l’occasione per comprendere i propri limiti e superarli, ed un modo per sentirsi vulnerabili, per poi scoprirsi più forti. 

Durante la settimana di campo la priorità per i due coniugi e per il gruppo composto da 28 partecipanti era quella di fare il necessario imparando a gestire sia le risorse a disposizione sia il tempo, semplicemente guardando la luce del sole o svolgendo azioni semplici, come ad esempio “fare la legna” al mattino o mantenere il fuoco acceso durante la giornata e la notte.  

Un’esperienza davvero unica che ha reso i partecipanti più forti e consapevoli dei loro mezzi per gestire qualsiasi situazione, come un bravo coach (inteso anche come Consulente / Insegnante o qualsiasi altro ruolo in cui si ha la grande responsabilità di condurre e motivare altri esseri umani) dovrebbe saper fare.  

Vita e Michele saranno impegnati durante il 2020 e 21 in questo percorso formativo che prevede, tra le altre materie teorico pratiche, anche la pubblicazione del loro libro (di cui ancora non possono fornire anticipazioni) che entrerà in una collana di testi su varie aree del miglioramento personale e professionale.

Inoltre prenderanno parte anche alla maratona di New York, un’altra importante prova (e tappa) non solo fisica ma anche mentale.

Quando ho chiesto a Vita e Michele il perché avessero scelto questo percorso, Vita senza esitazione mi ha risposto: “vivere per gli altri è una regola della natura, i fiumi non bevono la propria acqua, gli alberi non mangiano i propri frutti, il sole non brilla per se stesso e i fiori non disperdono la propria fragranza per se stessi. La vita è bella quando tu sei felice, però la vita è straordinaria quando gli altri sono felici per merito tuo. La vera natura umana è essere al servizio perché tutto sia migliore. Per vivere il servizio responsabilmente, abbiamo voluto alzare l’asticella delle prestazioni nella nostra vita, accettato un percorso in cui i valori sono: Sfide, Trasformazione ed Eccellenza.

RATING

COMMENTI

Condividi su

Belicenews su Facebook
ARGOMENTI RECENTI
ABOUT

Il presente sito, pubblicato all'indirizzo www.belicenews.it è soggetto ad aggiornamenti non periodici e non rientra nella categoria del prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare come stabilito dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 Informazioni legali e condizioni di utilizzo.
P.IVA: IT02492730813
Informazioni legali e condizioni di utilizzo - Per le tue segnalazioni, pubblicità e richieste contatta la Redazione al telefono +39 330 852963 Privacy
credits: mblabs.net

Torna SU