Lo scorso marzo la Cassazione ha condannato il comune di Menfi a risarcire un'impresa edile, la ditta "Giovanni D'Anna", aggiudicataria nel 1990 dell'appalto da 1,5 miliardi di lire per la costruzione della piscina comunale. Un contenzioso iniziato nel 1997, terminato dopo vent'anni, pochi giorni fa. Nel frattempo, il proprietario dell'azienda è deceduto. Aveva fatto causa all'ente perché, poco dopo l'avvio del cantiere, l'amministrazione in carica sospese i lavori per due anni, per la necessità di approvare delle perizie di variante. Interruzione però considerata illegittima dall'imprenditore, che denunciò un danno economico, considerato che il comune non riconobbe alla sua impresa il pagamento di alcune somme relative allo stato di avanzamento delle opere.
Dichiarando illegittima quell'interruzione dei lavori, e dando così ragione a Giovanni D'Anna, la Corte d'Appello di Palermo ribaltò la prima sentenza del Tribunale di Sciacca. Il comune di Menfi ha pertanto riconosciuto la legittimità del debito fuori bilancio dell’importo di 219.814,08 euro in favore degli eredi del Sig. D’Anna Giovanni e ha proposto di suddividere il pagamento in tre rate. La prima costituita da 100.000,00 euro, rata che verrà versata entro il 31 Dicembre 2018, la seconda, composta da 85.000,00 euro, verrà pagata entro il 31 Dicembre 2019 e l’ultima, 34.814,08 euro, entro il 31 Dicembre 2020.