Da tre anni è ambasciatrice della cultura del Vino a Malta, intervista a Elena Napoli


Oggi vi vogliamo raccontare la storia della menfitana Elena Napoli, delegata della Associazione Italiana Sommelier a Malta dove, oltre ad organizzare corsi da Sommelier, eventi e wine tasting, collabora con l'Ambasciata italiana da oramai due anni nell’organizzazione della settimana Italiana della Cucina nel mondo.

Buongiorno Elena, quale percorso di studi hai fatto?

Sono un avvocato con due Master, uno dei quali in manager del settore delle aziende vitivinicole. Ho lavorato fino al 2016 per Sviluppo Italia Sicilia come avvocato all’assessorato all’Economia, all’agricoltura al dipartimento della programmazione. 

Quando e perché sei andata a lavorare a Malta? 

Circa tre anni fa la mia azienda è stata posta in liquidazione e, dunque, ho perso il lavoro, ma non mi sono abbattuta, anzi, mi sono proprio sbracciata le maniche e senza aspettare di girarmi i pollici in ufficio poiché non c’erano più commesse da parte della regione Sicilia, mi sono messa in aspettativa e ho deciso di cambiare totalmente direzione. 

Ho mandato una mail al mio Presidente Nazionale AIS (associazione italiana sommelier), Antonello Maietta, spiegandogli che spesso venivo a Malta e che la nostra Associazione non era ancora presente in un luogo con un turismo internazionale, con tantissimi ristoranti italiani e dove a mio avviso non sono propriamente qualificati sulle tecniche di servizio a tavola né sull’ abbinamento cibo vino che sono i punti cardine su cui la mia Associazione si differenza da molte altre.   

Dopo questa email il mio Presidente mi rispose nel giro di due giorni ringraziandomi e dicendomi “guardi qualcuno tempo fa ci ha provato a fare la sede Ais a Malta ma senza esito positivo” e allora sapete cosa gli ho scritto io di rimando? “Presidente si vede che non erano donne” ! Nella successiva email lui mi confermò che effettivamente era così, e  gli piacque così tanto la mia risposta che mi chiamo “per conoscermi .. da allora mi trasferii a Malta e poi cominciai piano piano a fare conoscere, non senza fatica, la mia associazione ai Maltesi e al pubblico internazionale e nel 2016 è partito il primo corso da sommelier e i miei corsisti sono svedesi, tedeschi, inglesi, maltesi e italiani. Il corso si svolge in lingua inglese.         

A Malta collabori anche con l’Ambasciata Italiana.  

Si, collaboro con l'Ambasciata italiana di Malta da oramai due anni sia nell’organizzazione della settimana Italiana della Cucina nel mondo, sia per eventi mensili presso l’Istituto Italiano di Cultura inseriti in una raccolta chiamata “Racconti nel bicchiere”,  dove ogni mese una regione di Italia e una azienda di quella regione diventa protagonista raccontando il proprio territorio, i propri vitigni e anche la propria azienda.

Pur avendo un taglio culturale, ai miei eventi partecipa un pubblico internazionale e anche diversi importatori e sono molto orgogliosa di poter dire di avere aperto nuovi sbocchi commerciali alle aziende partecipanti. Continuerò anche nel 2019 la stessa iniziativa che sta avendo un grande successo.

Ti manca la Sicilia? Se si, pensi di volerci tornare?  

Mi manca per la sua bellezza e per la mia famiglia. Non mi manca per altro. Qui funziona tutto, gli uffici sono efficienti e il sistema scolastico è davvero diverso. Mio figlio, che ora ha soli 16 anni, frequenta l’università inglese e fa economia di impresa. Qui a 20 anni si laureano e in Italia devono ancora cominciare.

Ho anche tanta rabbia quando vedo che la Sicilia con tutta la ricchezza che ha da tutti i punti di vista, storico, culturale, artistico non riesce a trattenere i fondi europei come ha fatto Malta dal 2014 quando è entrata nella CE. Pensate che Malta spende per il 98% dei fondi e ha saputo investire sul proprio territorio.

Chi viene a Malta oggi la trova completamente trasformata. Negli uffici persone giovani e competenti a lavorare e fare funzionare le cose, meno burocrazia ...

Se penso di tornare in Sicilia? Se con le mie competenze potessi occuparmi della internazionalizzazione dei prodotti italiani nel mondo ci tornerei. 

Sogni nel cassetto?

Mi sento molto gratificata da quello che faccio dove metto tutta me stessa ma il sogno del cassetto? be’ quello non ve lo svelo (ride).

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