“Io gli Africani li aiuto a casa loro”. Storia di Don Saverio Catanzaro, l'arciprete di Menfi in aiuto della Tanzania

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“Io gli Africani li aiuto a casa loro”. L’arciprete emerito di Menfi Don Saverio Catanzaro, non ha dubbi. Vanno aiutati concretamente, li dove sono sono nati e dove vivono. Nei giorni scorsi è partito un grosso container alla volta della Tanzania. Attrezzature varie per aiutare gli agricoltori, due trattori, viveri vari, dal latte ai vestiti.  Macchine da cucire e materiale per aiutare un giovane dentista africano che si è appena laureato e grazie alla solidarietà delle persone che ha contattato Don Saverio Catanzaro, potrà curare tanta gente.

Non è il primo container che parte alla volta della Tanzania. Padre Catanzaro nel lontano 1973 fonda la missione di Ismani, in Tanzania, e nel giro di dieci anni riesce a costruire scuole, ospedali, chiese e strutture varie per il progresso della vita sociale in quell’ambiente tanto povero. Ogni anno, ad oggi, da Menfi partono dei container pieni di viveri, vestiti e attrezzature varie per la popolazione del posto. 

Grazie alla tenacia di questo parroco, sono circa 15 le chiese costruite, 10 ospedali e una decina di scuole. E ancora non è finita. Attualmente si trova lì e ci rimarrà fino a Natale. “ Non faccio nulla di eccezionale, aiuto le persone bisognose e le aiuto a casa loro. 

Questa missione è tutta la mia vita - spiega Don Saverio, contattato al telefono da Ismani - questo container che è partito da Menfi è stato fortemente voluto da me con la collaborazione del Rotary Club Menfi e di tutte le persone che hanno avuto a cuore questa iniziativa che si ripete ogni anno. Qui io celebro messe, sposo tante coppie, battezzo bambini, vado in giro a trovare materiale per costruire le scuole e le chiese. 

Tanti bambini, finalmente hanno un posto dove poter studiare, cantare , giocare e divertirsi. E poi gli ospedali. Ci sono piccoli ospedali dove in primis ci sono i “pronto soccorso” e poi i reparti di ostetricia. Stiamo lavorando per tanti altri reparti, per evitare di fare dieci ore di auto per poter arrivare ad un ospedale più vicino. Ci sono persone che non possono permettersi tutte queste ore e tanti purtroppo ci lasciano”. Ha ottant’anni l’arciprete Don Saverio e non molla.  Tre volte l’anno si precipita in Tanzania e ci mette talmente il cuore che negli anni ha salvato tante vite umane. Una delle tante storie che ha colpito molto è stata quella di Regina Migodela. Vive a Ismani, un poverissimo villaggio della Tanzania.

La sua storia, ha colpito tutti e non è passata inosservata all’arciprete don Saverio Catanzaro che, cinque anni fa notò la sofferenza di questa giovane ragazza per aver perso la vista all’occhio sinistro e rischiava di perderla anche nell’occhio destro.  Orfana di padre, da quando aveva cinque anni, è rimasta con la mamma e i suoi quattro fratelli. Lavorava nei campi quando pioveva e quando non aveva da lavorare aspettava aiuti dalle varie missioni per poter vivere. Regina, è sopravvissuta alla malaria, al tifo e all’ameba, malattie diffuse nell’area della Tanzania dove vive.  Don Saverio Catanzaro, commosso da questa storia, ha deciso di aiutarla e tornato a Menfi, ha subito provveduto a spese proprie e dei tanti volontari cattolici, per procurarle un passaporto e il biglietto, nonché indumenti e vestiari vari. Regina, è stata accolta dai medici dei vari reparti. 

Ad intervenire con successo, è stato il primario Giovanni Saccone, con la collaborazione del suo aiuto – primario, Fabio Abate. L’equipe ha eseguito un delicatissimo intervento di angioplastica, per disostruire l’arteria renale gravemente ristretta e che le causava una grave ipertensione arteriosa. Adesso sta bene. E’ tornata in Tanzania e grazie a Padre Saverio si è laureata ed è diventata una geologa. (*FCA*) 

Fonte: Giornale di Sicilia 

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