L'Incontro di Menfi: storia, fede e tradizione ultrasecolare. "La nostra devozione a San Michele tra aneddoti e ritualità". Il racconto di Nino Sanzone


Il coronavirus ha fermato tradizioni religiose che neanche la guerra era riuscita a interrompere. Tra queste “L’Incontro” di Menfi, la tradizione religiosa più sentita dall’intera comunità menfitana. 

Per saperne di più e fare in modo che anche i più giovani possano conoscere e apprezzare una tradizione, che vanta oltre tre secoli di vita, e che viene portata avanti da oltre tre secoli con fede, orgoglio e dedizione abbiamo intervistato Nino Sanzone,  uno dei componenti delle 5 famiglie storiche portatrici di San Michele (Arcangeloche annuncia la Resurrezione), che ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Sig. Sanzone, la tradizione di Menfi dell’incontro ogni annoè un successo di presenze.. Qual è il "segreto" di questo evento?

Il nostro incontro, a parte la partecipazione di tantissimepersone menfitane e non, commuove tutti coloro i quali vi assistono. Questa è la grande essenza dell’evento. La commozione la si percepisce chiaramente nel volto delle persone quando la Madonna scopre il velo che da nero diventaazzurro. Chi assiste a questo avvenimento ne rimane colpito e questo ci rende pieni di orgoglio.

A beneficio dei più giovani e di chi ci legge possiamo ricordare quali sono i tre più importanti appuntamenti della settimana Santa di Menfi e quali sono le rispettive tradizioni religiose menfitane?

Il Giovedi santo e’ consuetudine dei fedeli visitare le chiese addobbate dai cosi detti “lavureddi” non sono altro che germi di grano o legumi vari fatti germogliare che simboleggiano i giardini, molto pittoreschi eammirati per la loro bellezza dai fedeli che nella serata del giovedi fanno il giro di tutte le chiese di Menfi.

Il Venerdi’ Santo, nel primo pomeriggio, il simulacro di Gesù Cristo seguito dalla statua della Madonna viene portato al Calvario, dove sarà Crocifisso. Al tramonto Cristo viene deposto in un’urna di legno dorato e vetro, seguito dalla statua della Madonna, e viene poi accompagnato in una suggestiva e molto partecipata processione che si snoda lungo le arterie cittadine al suono della banda musicale che intona una commovente marcia funebre.

E poi c’è il gran finale la Domenica..ci racconta qualche dettaglio relativo all’evento?

La domenica l’evento che conclude la settimana santa, l’incontro. Fin dalla prima mattina i Santi vengono portati in processione dalle sole confraternite in un luogo dove si procede con scrupolosa attenzione alla vestizione delle statue, effettuata dalle maestranze delle confraternite. La vestizione consiste nell’addobbare i santi con le primizie che la natura del fertile territorio menfitano offre: in primis fave verdi, spighe di grano, orzo e fiori di ogni genere in cui primeggia il famoso “balico” un fiore molto profumato.

C’è una grande attenzione ai particolari. E' cosi?

Ogni cosa va messa al suo posto. i rametti, i fiori, la bandiera, le caratteristiche campanelle di San Michele, le aste dei simulacri. Ogni famiglia storica li custodisce gelosamente da secoli. A Mezzogiorno, le statue vengono portate al centro della via Vittoria in una cornice di migliaia di fedeli, accompagnate dal suono festoso della banda musicale.

San Michele arcangelo portato a spalla, di corsa, da cinque devoti si reca dalla  Madonna che compare all’angolo della Chiesa dell’Orologio per annunciare la Resurrezione di suo figlio Gesù, “vostru figghiu arrivisciu".

La Madonna incredula risponde “un ci criu, un ci criu!”, San Michele ritorna da Gesù e riparte di nuovo verso la Madonna, (i portatori di San Michele, 25 in totale cambiano ad ogni corsa). Nell’ultima corsa, San Michele si ferma alla “cantunera dila cicchiti” dove avviene l’incontro. La Madonna addolorata fino a quel momento avvolta in un manto nero.

Alla vista del suo amato figlio, in un momento di gioia, tra la commozione dei fedeli, il manto diventa azzurro e i colombi volano in un tripudio di festa con sparo di mortaretti e musica della banda. Da lì si snoda una processione che accompagnerà i santi in piazza Vittorio Emanuele dove, a conclusione della Settimana Santa, sarà celebrata la Santa Messa.

Lo stop di quest’anno entrerà nella storia..

"E' la prima volta che accade. L’incontro si era tenuto anche durante la guerra. Tuttavia la fede e l’attaccamento a questa tradizione resta immutata".

Grazie Sig. Sanzone per le preziose informazioni. Si dice (ma è solo una antica leggenda verbale) che la statua di San Michele sia stata “barattata” con Santa Margherita in cambio di una botte di vino e dicerie raccontano che qualora, l’incontro non si dovesse tenere, i margheritesi potrebbero chiedere indietro la statua. Leggende a parte, con buona pace dei margheritesi, San Michele resterà a Menfi a proteggere le tantissime persone devote.

Noi dellaredazione di Belicenews.it, nel nostro piccolo, faremo si che la tradizione vada avanti seppur in via digitale trasmettendo domenica alle 12 un video del 2015, realizzato da Leonardo Sanzoe, che ripercorre i momenti più emozionanti dell’incontro tra tra Gesù e la Madonna.

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