Dopo quarant’anni di servizio quotidiano, si conclude l’attività professionale di Michele Botta, storico medico di famiglia di Menfi ed ex sindaco della città. Una carriera lunga e intensa, segnata da passione, responsabilità e dedizione verso i suoi pazienti, che lui stesso definisce “una seconda famiglia”.
Nel suo messaggio di congedo, pubblicato sui social, Botta ha ripercorso con emozione i momenti salienti della sua esperienza professionale:
“Ho assistito migliaia di persone cercando di creare con tutti quel rapporto particolare che fa di un medico il ‘medico di famiglia’, facendolo diventare il parente, il fratello, l’amico, il ‘dottore Michele’ o più semplicemente Michele”.
In queste parole si riflette lo spirito con cui Botta ha sempre interpretato il suo ruolo, accompagnando intere generazioni nei passaggi più delicati della vita: dalle gioie delle nuove nascite ai dolori delle perdite, dalla soddisfazione per una diagnosi risolutiva alla sofferenza per le malattie più gravi.
Un pensiero particolare è stato rivolto al periodo della pandemia da Covid-19, che ha messo a dura prova medici e pazienti:
“Abbiamo attraversato il deserto della pandemia, che con le sue tragedie ha inaridito le nostre anime e ci ha cambiati dentro. Ma in me ha rafforzato il sentimento di vicinanza verso tutti i pazienti, sia in studio che nelle hub vaccinali”.
Accanto all’impegno sanitario, Botta ha saputo intrecciare anche una lunga attività amministrativa, prima da consigliere comunale e poi da sindaco di Menfi, sempre con lo stesso spirito di servizio alla comunità, senza mai rinunciare al suo ambulatorio.
Il medico ha voluto ringraziare i familiari, i collaboratori, i colleghi e soprattutto i pazienti che in lui hanno riposto fiducia nel corso degli anni:
“A loro dico che oltre a cercare di risolvere i vostri problemi sanitari… vi ho voluto e continuo a volervi bene. Se in futuro avrete bisogno di me… io ci sarò sempre”.