Linda aveva gli occhi blu e amava le rose gialle. Aveva 27 anni l’1 maggio 1998 quando il suo cuore ha smesso di battere fermando il tempo della sua straordinaria bellezza e bontà d’animo in un ricordo indelebile che si rinnova giorno per giorno da allora, in chi l’ha conosciuta di persona e in chi solo attraverso la memoria condivisa di quanti continuano ad amarla.
Grande commozione e partecipazione ieri nell’Auditorium della Biblioteca comunale di Menfi per la seconda edizione di “Abbandonati alla beatitudine del ricordo”, libro sulla menfitana Linda Noto pubblicato nel 1999 e firmato dalla madre Bina Forte Noto e da Fra Massimiliano Roberto M. Di Pasquale.
L’incontro - moderato da Don Alessandro Di Fede Santangelo, arciprete di Menfi – ha visto la partecipazione, oltre che degli autori, di Fra Florindo Maria Amato e della curatrice Rita Di Carlo, con le letture di Anna Maria Alesi e Marilena Taffari e un momento musicale animato da Alessio Di Giovanna, Giusi Lanzarone, Pietro Sanacore, Luciano Montalbano e Dino Moschitta.
La sua malattia, il percorso spirituale affrontato fianco a fianco con la famiglia e con Fra Massimiliano, le parole di chi l’ha conosciuta e di chi la ama pur non avendola mai incontrata, come il giovanissimo nipote, rammaricato di non averla mai incontrata: “Tutti mi parlano di te, avrei voluto conoscerti – scrive Flavio Li Petri in una pagina inedita della seconda edizione -. Per me sei esempio di vita perché nonostante tutte le cose che ti stavano succedendo hai avuto sempre il sorriso e non hai mai mollato”.
Un’emozione condivisa da una platea gremita, una famiglia allargata ma stretta nell’affetto e nel tenero ricordo di una testimonianza di fede di una giovane donna che si perpetua “affinché questa luce non stia nascosta, ma venga fuori, brilli e sia da faro per tutti, specie per i più giovani, che spesso si sentono smarriti di fronte alle difficoltà della vita”.