(VIDEO) "Il mio tumore al polmone, l'amianto e la bonifica sempre più urgente". L’appello della partannese Roberta Parla


 Un video su Facebook sta facendo il ‘giro’ di Partanna e non solo, grazie in primis alla Dott.ssa Roberta Parla che ha realizzato il video in questione e ai suoi concittadini che sul famoso social e non solo stanno facendo rete attorno a lei, amplificando il messaggio della stessa perché possa raggiungere ed essere ascoltato da chi qualcosa può fare per risolvere una situazione che ha portato alla protagonista del videomessaggio un brutto male.

Roberta Parla racconta del rispetto per il suo corpo e per la sua salute, del rispetto per l’ambiente che da sempre la contraddistingue, racconta del suo iniziare a star male a giugno e in seguito ad alcuni controlli arriva la brutta notizia. Le viene diagnosticato un mesotelioma pleurico.

Per chi non ha molta dimistichezza con il linguaggio medico, si tratta di un tumore maligno della pleura, la membrana che riveste i polmoni. Si tratta di un tumore raro e di un tumore ambientale, cioè indotto dalla presenza di un inquinante dell’ambiente, l’amianto.

Proprio quel minerale che pericolosamente ed ignorantemente in passato costituiva tetti e cisterne, costantemente a contatto con chi sotto quei tetti ci viveva. L’esposizione all’amianto genera questo tipo di patologia, genera un tumore maligno della pleura.

A Partanna, in seguito al terremoto del '68, per un periodo neanche troppo breve, i cittadini vennero trasferiti presso le baraccopoli, a vivere sotto tetti di eternit, a giocare, studiare, a vivere la vita di tutti i giorni.

La Dott.ssa Parla, racconta dei suoi ricordi da bambina presso le baraccopoli, dei giochi con le cugine e dell’incubazione di questa malattia che va dai 15 ai 47 anni. “Sembra di combattere contro un esercito di alieni che scavano il corpo dall’interno, è un misurarsi giornalmente con sintomi nuovi cercando di combattere questi alieni. -commenta la stessa- Una malattia che vede il picco nelle nostre zone, come nel messinese e così come nei luoghi dove sono presenti le fabbriche di eternit. E’ stimato che ci sarà un picco di questa brutta neoplasia tra il 2020 e il 2030"

Dal ’92 l’eternit è diventato fuori legge, va da sé la legge dovrebbe, a questo punto, tutelare il cittadino, viene vietata la presenza di questo materiale sul territorio. Ancora oggi però, si vedono tetti in amianto e non solo, per il paese e nelle campagne.

L’appello della Dott.ssa Parla va a Partanna tutta, associazioni, Vigili Urbani, Sindaco, Giunta perché possano attivarsi per bonificare il territorio.

Si parla di fondi regionali "stanziati o che dovevano essere stanziati per le zone a rischio, tra le quali risultava essere presente Partanna".

Che fine hanno fatto questi soldi? Perché nei sondaggi sulla presenza di amianto fatti qualche anno fa non è stata precisata la presenza di contributi per lo smaltimento di questo killer?

Servono risposte, risposte importanti per la salute di tutti, risposte dal Sindaco e da tutte quelle autorità competenti che possono e devono fare qualcosa per questo pericoloso stato delle cose.

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