Lusinghiero successo di pubblico e di critica per l’evento di: ”Riapertura ai visitatori della Poggioreale Storica, dopo 58 anni dal terremoto del gennaio 1968.
“Un traguardo straordinario- ha evidenziato il sindaco di Poggioreale Carmelo Palermo-perché trasformiamo la memoria di questi luoghi in un progetto di rigenerazione urbana che li farà rivivere di persone e attività”.
Poggioreale, tra i comuni del Belìce travolti dal terremoto del 1968, ha conservato in parte una sua integrità architettonica in case, palazzi, chiese, piazze.
E’ stato ribattezzato il “borgo fantasma” perché nella sua spettralità dà l’idea, a chi lo percorre tra vicoli e viuzze, di cosa fu il dramma del terremoto e lo sradicamento improvviso di un’intera comunità costretta ad abbandonarlo in quella notte del 15 gennaio 1968.
Grazie ad un progetto di “rigenerazione urbana” finanziato con fondi PNRR del Ministero della Cultura (il “bando borghi”), la Poggioreale storica é stata dunque restituita alla collettività come “bene culturale”.
Il suo patrimonio architettonico è l’unica testimonianza di cosa fosse un paese del Belìce negli anni 50’, nella sua armonia di forme e stili, con edifici che raccontano ancora oggi di quanta vitalità ci fosse in quel piccolo paese agricolo pieno di botteghe, chiese, ma anche palazzi nobiliari, un teatro, e poi la luminosa e ampia piazza Elimo dominata dal campanile della chiesa madre.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato circa 700 cittadini, oltre alle autorità politiche civili e religiose, tra cui il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, l’assessore al Territorio e Ambiente Giusi Savarino in rappresentanza del Governo regionale, i parlamentari Giuseppe Bica, Cristina Ciminnisi, Margherita Rocca Ruvolo, la senatrice Maria Pia Castiglione, il Direttore del Parco Archeologico di Segesta Luigi Biondo, il presidente della Provincia regionale di Trapani Salvatore Quinci, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Colonnello Mauro Carrozzo e i delegati di Polizia e Guardia di Finanza, il vescovo della diocesi di Mazara Angelo Giurdanella che ha celebrato una “tredicina” (una funzione religiosa in onore del santo patrono) e numerosi sindaci delle province di Trapani ed Agrigento.
Tra questi:Michele Antonino Saitta,Salvatore Sutera, Carlo Ferreri, Gaspare Viola, Vito Clemente, Giovanni Lentini,Francesco Li Vigni.
Inoltre dall’Australia, dove oggi vivono circa 3 mila poggiorealesi, ovvero il doppio di quelli che sono in Sicilia, è giunta una delegazione guidata da Peter Maniscalco, composta da: Paul Signorelli, Lina Maiorana, Filippa Monteleone.
Spazio anche per l’inaugurazione del Museo Multimediale di Casa Agosta, con la direzione artistica congiunta di Pino Di Buduo, Stefano Di Buduo e Lucenzo Tambuzzo; un viaggio nella memoria della vecchia Poggioreale attraverso le proiezioni di immagini del tempo.
Il momento più “suggestivo ed emozionante” al tramonto: mentre il corteo di cittadini dalla piazza Elimo si muoveva in processione dietro il fercolo di Sant’Antonio, si sono accese le fiaccole e le luci di Corso Umberto e hanno preso vita le installazioni multimediali ideate dal Teatro Potlach, con la direzione artistica di Pino di Buduo e Lucenzo Tambuzzo e l’organizzazione della cooperativa sociale “Incastri creativi”.
Sulle facciate delle case diroccate e sulle pareti scrostate le proiezioni dei volti e le scene di vita quotidiana di 58 anni fa, come una sorta di viaggio a ritroso nel tempo: i matrimoni, le feste di paese, le famiglie riprese attorno al pranzo della domenica, i cittadini che confabulano nella piazza. Immagini d’epoca (raccolte grazie ad un certosino lavoro di ricerca e catalogazione) rianimate grazie all’intelligenza artificiale. E i poggiorealesi di oggi, soprattutto i più anziani, ad emozionarsi davanti ai volti dei genitori, dei parenti, di un volto familiare. Una suggestione unica e di grande effetto visivo con gli spettatori visibilmente emozionati.
Il direttore artistico e generale del progetto Lucenzo Tambuzzo: “L’identità del luogo e della sua comunità è al centro di questo progetto di rigenerazione e del festival iART. Qui, a Poggioreale, il paradigma è speculare rispetto a Gibellina. Al posto del cretto di Burri, che seppellisce la memoria collettiva con un processo artistico autoriale, a Poggioreale si conserva tutto e prende vita un approccio partecipativo, i cui protagonisti sono le persone, la comunità e la sua memoria indissolubilmente legate a questo magico borgo”
Fino a domenica, intanto, le giornate saranno animate dall’intenso programma del festival “iART” che si svolge tra la Poggioreale storica e il nuovo centro: concerti, incontri con gli autori, spettacoli, con l’atteso concerto di Roy Paci e gli Aretuska venerdì 12 giugno alle 22,00 nella Poggioreale Nuova.