“Momenti di grande commozione, emozione e suggestione religiosa-fideistica” ieri pomeriggio a Poggioreale per l’arrivo delle reliquie di Sant’Antonio di Padova, Protettore di Poggioreale.
Tanti i fedeli (alcuni provenienti da diversi paesi della Valle del Belice) a pregare, a inginocchiarsi dinnanzi: al mezzo busto dorato contenente la “Massa Corporis e il Frammento della costola fluttuante di Sant’Antonio di Padova”.
Sono queste le reliquie di Sant’Antonio di Padova che dal 1981(data della seconda riapertura della sua tomba) che escono e fanno il giro del mondo.
“Allora - spiega Padre Giovanni Milani, francescano conventuale, responsabile delle reliquie arrivate a Poggioreale - una Commissione Atea appositamente costituita ha potuto constatare come i piedi di Sant’Antonio di Padova erano fortemente consumati per il gran camminare per il mondo. Così come le ginocchia di Sant’Antonio di Padova consumate per le continue preghiere in ginocchio”.
Sempre la commissione ebbe modo di constatare come erano invece ancora intatte: “lingua e corde vocali di Sant’Antonio di Padova”. E queste reliquie, infatti, sono esposte nella basilica a Padova e da lì non escono.
E’ la prima volta nella storia religiosa di Poggioreale che le reliquie di Sant’Antonio di Padova arrivano a Poggioreale.
Grazie alla richiesta avanzata dal parroco Padre Giovanni Butera, in accordo con l’Associazione Sant’Antonio di Padova di Poggioreale, presieduta da Giuseppe Lombardo.
Queste reliquie resteranno esposte a Poggioreale nella Cappella di Sant’Antonio fino al 5 maggio 2025.
“Davvero grazie di cuore a tutti-ha evidenziato Padre Giovanni Milani--per avere preparato questi giorni di grazia. Per Poggioreale ospitare le reliquie di Sant’Antonio di Padova è un dono speciale, un segno prodigioso.Perchè dopo quasi 800 anni dalla sua morte, Sant’Antonio di Padova è ancora pellegrino nel mondo per annunciare la parola di Dio”.
Padre Giovanni Milani ha illustrato le reliquie di Sant’Antonio di Padova, arrivate a Poggioreale.
In particolare sul “Frammento della costola fluttuante” ha voluto menzionare la frase di Sua Santità Giovanni Paolo II. “Chi la guarda, avverte un soffio di speranza e un battito di vita”.
E’ toccato invece a Monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo illustrare, nel corso della celebrazione Eucaristica, la figura di Sant’Antonio di Padova.
“Benvenuto Sant’Antonio di Padova a Poggioreale-ha sottolineato il Vescovo Angelo Giurdanella-aiutaci a collocarci dove sei tu che sei stato un altro Gesù su questa terra e ti sei arreso solo di fronte all’amore di Dio.
Vi voglio ricordare che Sant’Antonio di Padova ha bisogno di avere dei fedeli imitatori e non di fedeli ammiratori. Abbiate-ha proseguito il Vescovo Giurdanella-gli stessi sentimenti di Sant’Antonio di Padova. Diceva Sant’Antonio di Padova:Dio mi ha dato tanti fratelli da amare. Io sono nel cuore di Dio. Abito nel cuore di Dio. Guardando Sant’Antonio di Padova-ha rimarcato il Vescovo Giurdanella-ci viene voglia di portare il Vangelo ai nostri vicini, a quelli lontani, ai nostri conoscenti e non conoscenti.
Questo pomeriggio abbiamo pregato, abbiamo ascoltato il Signore. Noi tutti dobbiamo essere nel cuore di Dio, non andare dove ci vuole portare l’Ingannatore. Senza amore, la fede muore. Ecco perché noi tutti dobbiamo prima rinascere interiormente. E poi prodigarci, impegnarci per fare rinascere il resto. Come, ad esempio la Poggioreale Antica, mettendoci tutti insieme facendo in modo che i nostri giovani non vadano via.Sant’Antonio di Padova-ha concluso il Vescovo Angelo Giurdanella-vuole che Poggioreale e i suoi abitanti stiamo bene”.
Il Vescovo ha iniziato la sua “omelia” riferendosi alla “voce di Dio” che con la sua parola cerca sempre l’uomo.” Anche questo pomeriggio-ha sottolineato-accogliendo le reliquie di Sant’Antonio di Padova.Dio ci cerca per capire dove stiamo andando in questo periodo di cambiamento:” Tu uomo dove sei? Dobbiamo dire no al peccato originale che ci porta a credere che possiamo fare a meno di Dio. Dobbiamo mettere da parte orgoglio, amore per se stessi. Noi uomini siamo fatti per ricevere e dare amore. Mentre l’Ingannatore-ha proseguito il Vescovo-ci vuole fare credere che Dio non ci vuole bene. Invece neppure la morte potrà separarci dall’amore di Dio. Noi possiamo risorgere dalle macerie in cui ci butta l’Ingannatore credendo in Dio e amando Dio che resta mentre le cose degli uomini passano, vanno via. Questa sera Sant’Antonio di Padova, ci invita a coltivare la cultura della solidarietà, della comunità, della famiglia. E non quella dell’indifferenza, della cattiveria, dell’aggressività. Ci invita a perseguire non il nostro bene personale ma il bene della comunità. Dicendo: mi importa, mi interessa, mi appartiene”.
Parole di estrema gratitudine al Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo Monsignor Angelo Giurdanella da parte del sindaco di Poggioreale Carmelo Palermo.
“Abbiamo ascoltato le parole di un grande Vescovo-ha sottolineato il sindaco Palermo-pronunciate con grande umiltà e grande sensibilità. Parole semplici, umili, parole di pace. Se siamo qui- ha proseguito il sindaco- ad accogliere le reliquie del nostro Santo Protettore Antonio di Padova, dobbiamo dire grazie al nostro parroco Padre Giovanni Butera, all’Associazione Sant’Antonio di Padova di Poggioreale. Le reliquie rappresentano un segno positivo. E colgo l’occasione per chiedere di poterle nuovamente accogliere, tra qualche anno, nella nostra Poggioreale Antica. Celebrando la Santa Messa all’interno della piazza Elimo. Poggioreale antica che dovrà rinascere, risorgere per porre un sensibile freno al drammatico fenomeno dello spopolamento”.
Le conclusioni della cerimonia sono state affidate al parroco Padre Giovanni Butera. “Ringrazio tutti i presenti, ma in primis il nostro Vescovo Monsignor Angelo Giurdanella-ha esclamato Padre Giovanni Butera-per essere stato presente in mezzo a noi. Per avere ricordato i momenti e i principi fondamentali della vita di Sant’Antonio di Padova”.
Dopo Poggioreale, le reliquie saranno accolte, il prossimo 13 giugno 2025, a Vittoria.
Nella foto il Vescovo Angelo Giurdanella, con i prelati e le reliquie.