Poggioreale, manifestazione di protesta degli allevatori per il prezzo del latte

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Oltre 300 allevatori provenienti da centri delle tre province di Trapani, Agrigento e Palermo si sono dati appuntamento ieri mattina a Poggioreale (contrada Dagala della Donna), nel cuore della Valle del Belice, luogo simbolo, ubicato alla confluenza delle tre province, per accendere i riflettori sulla gravissima crisi che sta attraversando anche in Sicilia il settore del latte. Sono arrivati da Camporeale, Partanna, Santa Margherita di Belice, Salaparuta, Alcamo, Poggioreale, Menfi, Montevago, Contessa Entellina, Bisacquino, Burgio, Castelvetrano, Gibellina, Sambuca di Sicilia, Corleone, Campofelice di Fitalia e altri paesi.

Sulla scia della protesta montata in questi giorni dai pastori della Sardegna, anche i colleghi siciliani hanno denunciato il “basso prezzo con cui viene pagato dai caseifici il latte ovino”.“Per produrre un litro di latte-spiega Domenico Bavetta, pastore di Montevago, promotore dell’iniziativa di Poggioreale-dobbiamo spendere circa 54 centesimi e a noi ci viene pagato appena tra 62 e 67 centesimi. Siamo stanchi di andare avanti così. Chiediamo a gran voce che il latte raggiunga almeno il prezzo più dignitoso di un euro al litro. Dobbiamo far capire ai Parlamentari Europei, Nazionali e Regionali di avere un occhio di riguardo per noi allevatori. Le aziende zootecniche continuano a chiudere.

Mentre in Sicilia i nostri giovani hanno voglia di lavorare nel settore”. La manifestazione di ieri è culminata alle ore 10,30 con il gesto “eclatante e simbolico della rovesciata a terra” di oltre duemila litri di latte (“Oro bianco”..). “A noi non piace buttare il latte a terra- prosegue Bavetta-ci viene da piangere, ci viene la pelle d’oca. Lo abbiamo fatto per dare un segnale forte. Ad esempio i nostri governanti non devono permettere che entrino nel nostro paese prodotti a basso costo come latte in polvere, farina di latte ed altro al prezzo di 30 centesimi. Si tratta di concorrenza sleale da parte di alcuni paesi comunitari ed extracomunitari Noi non possiamo competere con questi prezzi bassissimi. Magari in appresso, in altre manifestazioni, invece di buttare latte a terra faremo latte e ricotta e li regaleremo alle persone”.

In realtà, a sentire le varie voci dei pastori presenti ieri a Poggioreale, il gesto della rovesciata a terra del latte è sinonimo di “tanta rabbia, delusione, amarezza e quasi disperazione”. Forte, a riguardo, l’espressione di Pietro Bologna, pastore di Camporeale. “Non riusciamo più a portare a casa neanche i soldi per consentire alle nostre mogli di comprare i detersivi per lavare la merda dei vestiti che portiamo quotidianamente a casa”. Gli fa eco Benedetto Bruscia, pastore di Partanna. “Chiediamo che ci paghino il latte a un prezzo adeguato, così non riusciamo a coprire i costi di produzione. E ai nostri figli portiamo solo vestiti sporchi e maleodoranti”. Una situazione che sta mettendo in ginocchio l’intera economia del comparto.

“Con  il prezzo del latte a 0,60 centesimi-evidenzia Mariano Lipari, allevatore di Poggioreale-le nostre aziende sono costrette a chiudere e non diamo la possibilità ai nostri figli di continuare a fare questo mestiere”. Aggiunge Santo Bono, agricoltore di Camporeale. “Diciamo basta, vogliamo il prezzo giusto per il latte. In questa zona del Belice poi, non trema solo la terra ma anche la nostra economia”.Alla manifestazione di Poggioreale era presente anche il sindaco di Poggioreale Girolamo Cangelosi. “Come sindaci della Valle del Belice-ha rimarcato Cangelosi-siamo favorevolissimi a sostenere le rivendicazioni dei nostri allevatori per garantire loro condizioni di vita più dignitose”.

In realtà la protesta dei pastori è indirizzata in direzione dei caseifici industriali che sono gli acquirenti del latte. A loro volta i caseifici si difenderebbero evidenziando e lamentando la “stagnazione della vendita del formaggio”. La crisi è acuita anche dai bassi prezzi praticati per la vendita degli agnellini, prezzo che ha subito un calo del 50%. Gli allevatori-pastori si ritroveranno il prossimo 17 febbraio 2019 ad Enna (svincolo Palermo-Catania) per l’ennesima battaglia a difesa del comparto.

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