Valle del Belice, in diversi comuni si ricorre all’aiuto dei “Santi” per invocare l’arrivo della pioggia. Processione a Poggioreale

Immagine articolo: Valle del Belice, in diversi comuni si ricorre all’aiuto dei “Santi” per invocare l’arrivo della pioggia. Processione a Poggioreale

In diversi comuni della Valle del Belice, ricadenti nelle tre province di Trapani, Palermo ed Agrigento, non piove ormai da due mesi abbondanti. E adesso si ricorre all’aiuto dei “Santi” invocando l’arrivo della pioggia. E’ accaduto venerdì’ sera a Gibellina, con la celebrazione della Santa Messa propiziatoria nella Chiesa Madre San Nicola di Bari. Ed ieri pomeriggio a Poggioreale.

Qui, nel cuore del Belice, sono stati portati in processione, in un’ora e 30 minuti: :il Santissimo Crocifisso e Sant’Antonio da Padova, protettore di Poggioreale. La partenza è avvenuta dalla Chiesa Madre. Presenti anche numerosi fedeli provenienti dai centri vicini del Belice. Le due statue sono state portate in processione dai fedeli per le principali vie del paese.

Anche noi oggi vogliamo imitare-ha sottolineato il parroco Padre Giovanni Butera- i nostri Padri per chiedere di avere il dono da Dio che è l’acqua, bene prezioso. Non per niente San Francesco la chiamava “sorella acqua”. Anticamente, per implorare l’arrivo della pioggia si mettevano in pratica  alcune liturgie penitenziali. “Specialmente in questo periodo-prosegue il parroco di Poggioreale-con l’acqua che serviva  per fare sviluppare il frumento, legumi, far crescere l’erba da dare a mangiare agli animali”.

A fine processione si sono registrati gli interventi del parroco Padre Giovanni Butera e dell’assessore comunale Giuseppe Labita. L’altro momento solenne è stato rappresentato dalla cerimonia di “Benedizione delle Campagne”, invocando l’intercessione di Sant’Antonio da Padova, Protettore di Poggioreale.

In contemporanea, con la processione del SS.Crocifisso e Sant’Antonio da Padova si sono mobiliati a Poggioreale anche le donne che non hanno potuto partecipare alla processione. Infatti, le stesse, all’interno delle rispettive abitazioni, nell’eseguire i servizi domestici, hanno recitato veri e propri “rosari” in dialetto. Tra questi: ”Signuruzzu chiuviti chiuviti ca l’arvoliddi su morti di siti. Mannatini una bona senza lampi e senza trona”.

A Poggioreale, l’ultima processione di Santi per fare venire giù pioggia a “catinelle” venne effettuata nel 2001. Allora vennero portate a “spalla” dai fedeli ben otto Santi. “Se non si è credenti in Dio non si può essere agricoltore-precisa Giuseppe Lombardo, coltivatore diretto di Poggioreale nonchè presidente della locale sezione Coldiretti-Perché noi della campagna siamo nelle mani del Padre Eterno. Non a caso, infatti, la Coldiretti ormai da molti anni organizza la Giornata del Ringraziamento”. Dunque un legame indissolubile tra Creatore e creature. 

“I nostri padri-continua Giuseppe Lombardo-recitavano tante preghiere mentre lavoravano i propri terreni. Principalmente nelle fasi della mietitura, semina e raccolto. E ad inizio lavoro gridavano: ”nel nome di Dio mentre a fine lavoro: ”Viva Maria”. Poggioreale, come del resto altri centri della Valle del Belice, vive esclusivamente di agricoltura. E questo lunghissimo periodo di “siccità” sta creando forti preoccupazioni e notevoli allarmismi tra gli operatori del settore agricolo. “Se non piove- affermano in coro-entro i prossimi 15 giorni dovremmo dire addio per quest’anno al frumento e ai foraggi”.

Intanto, secondo prime stime, i danni saranno davvero incalcolabili per il frumento, gli ortaggi, i vigneti, i frutteti. Senza acqua, si contano i danni anche per la zootecnia venendo a mancare l’indispensabile mangiare per gli animali. Ne risente anche la fauna, presente lungo le sponde del fiume Belice. “E senza pioggia-prosegue il presidente Lombardo-nessun agricoltore rischia di mettere a dimora  nuovi impianti di vigneti”.

Quasi “spettrale” la visione dei campi e dei terreni dell’area del Belice. Tutto è arido, con i semi che non riescono a germogliare. E al “danno si aggiungerebbe la beffa”.  Perché pare potrebbero scattare anche, nell’intera isola, speculazioni sul prezzo del fieno per alimentare gli animali.  Problemi per la mancanza dell’acqua anche per la diga Mario Francese. Non piovendo si mette fortemente a rischio l’erogazione dell’acqua, necessaria a consentire agli agricoltori di potere irrigare le rispettive colture.

In quest’ottica, il 18 febbraio è previsto, a Palermo, un incontro  tra amministratori comunali di Poggioreale, rappresentanti di categoria e il Commissario del Consorzio di Bonifica Palermo 2 Secondo la Coldiretti Nazionale anche nella zona del Belice, così come nel resto della Sicilia, i cambiamenti climatici con i periodi di siccità stanno sconvolgendo i cicli  delle diverse colture creando problemi nel calendario della raccolta e nella disponibilità dei prodotti sui mercati.

Nella foto l’inizio della processione.

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