Salaparuta, sabato “Celebrazione del 40° Anniversario della visita di San Giovanni Paolo II nella Valle del Belìce”

Immagine articolo: Salaparuta, sabato “Celebrazione del 40° Anniversario della visita di San Giovanni Paolo II nella Valle del Belìce”

Macchina organizzativa in movimento a Salaparuta per la “Celebrazione del 40° Anniversario della visita di San Giovanni Paolo II nella Valle del Belìce”.
La manifestazione, promossa dal comune di Salaparuta, si terrà sabato 19 novembre 2022.
L’appuntamento è per le ore 18,00 presso la Chiesa SS.Trinità di Salaparuta.

Qui si terrà la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal nuovo Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo Monsignor Angelo Giurdanella.
“Non possiamo fare passare invano - evidenzia il parroco di Salaparuta Padre Giovanni Butera - questo ricordo della visita del Papa, che ancora oggi è vivo in molti fedeli di Salaparuta e della vicina Poggioreale. Ho riferito al vescovo di questa memoria ed è felice di condividere con noi il ringraziamento. Si è scelto Salaparuta - precisa Padre Butera - per motivi che legano il luogo dove il Santo ha celebrato la Santa Messa”.

Prevista la presenza dei sindaci dei comuni limitrofi e dei parroci delle rispettive parrocchie.
Dopo la Messa è prevista la deposizione di un omaggio floreale al monumento dedicato a sua Santità Giovanni Paolo II.

Tra i promotori, allora, della visita del Papa fu proprio il parroco di Salaparuta Padre Mariano Angelo Traina, seguito dal Sindaco di Poggioreale Giovanni Maniscalco. Quest’ultimo compose l’inno di “accoglienza” di sua Santità Giovanni Paolo II.

Il 20 novembre 1982, dopo essere sceso da un elicottero atterrato, in pieno territorio di Salaparuta, in una vasta piazzola, il Papa celebrò la Santa Messa.
A dare il saluto al Sommo Pontefice, a nome di tutti i sindaci della Valle del Belìce, fu il Sindaco di Calatafimi Giuseppe Di Stefano (nella foto). Sul palco, anche il cardinale di Palermo Salvatore Pappalardo.

Grandissima la partecipazione di fedeli, provenienti da tutti i paesi della Valle del Belìce. Papa Giovanni Paolo II si rivolse ai fedeli con queste parole: “Ho voluto che la mia prima sosta tra le genti di Sicilia fosse qui, nella terra del Belìce. Saluto voi, uomini e donne di questa terra, che avete vissuto l'esperienza sconvolgente di quella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 ed avete affrontato, senza lasciarvene piegare, gli indicibili disagi che ad essa hanno fatto seguito in tutti questi anni”.

Il Pontefice condannò i ritardi nell'opera di ricostruzione, spronando le istituzioni ad adoperarsi celermente in favore delle popolazioni terremotate costrette a vivere, in condizioni precarie e disumane, nelle baraccopoli.
“La baracca - disse il Papa - è una degradazione che vi umilia”. Il pensiero del Papa è andato soprattutto ai giovani presenti. “Saluto in particolar modo voi giovani, che muovevate allora i primi passi nell'esistenza o che non eravate nati ancora: il futuro della Valle del Belìce è nelle vostre mani”.

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