Sambuca, avviato uno studio finalizzato alla valorizzazione di un sito preistorico risalente a circa 15.000 anni fa

Immagine articolo: Sambuca, avviato uno studio finalizzato alla valorizzazione di un sito preistorico risalente a circa 15.000 anni fa

Avviato uno studio finalizzato alla valorizzazione di un originale sito preistorico risalente a circa 15.000 anni fa, in territorio di Sambuca. Si tratta di una serie di piccole grotte definite “ripari”, utilizzate come rifugi per pastori e greggi che  si trovano in contrada San Giovanni, a sud del paese lungo le sponde del lago Arancio. Sono state individuate oltre 400 incisioni nelle pareti rocciose poste l'una accanto all'altra, quasi tutte in posizione verticale.

Tra i segni schematici più elaborati vi sono delle figure triangolari, di sovente interpretate come vulve. In aggiunta, tracce di pigmento rosso e nero compongono delle figure attribuibili per confronto all’inizio del periodo Neolitico (6000-3500 a.C.). I ripari, scoperti dallo studioso menfitano Rocco Riportella e studiati insieme al compianto Sebastiano Tusa e Cecilia Buccellato, potranno essere valorizzati ed inseriti all'interno di un contesto culturale che ruota attorno al Lago Arancio e che comprende il palmento della Risinata, le tombe a camera di C.da Scoma, il Fortino arabo di Mazzallakkar, la Gola della Tardara la grotta della Lisaredda ricca di stalattiti e stalagmiti e i mulini ad acqua.

Si tratta ora di passare al più presto possibile dalle fase progettuale a quella attuativa, cioè  ai fatti.

Lo studio, promosso dalla amministrazione comunale di Sambuca di Sicilia, è curato dall’archeologo Fabio Cavulli dell’Università Federico II di Napoli, dall’archeoastronomo Andrea Orlando dell’Istituto di archeoastronomia Siciliana e al fotografo Emilio Messina, in collaborazione con la Sovrintendenza di Agrigento e grazie alla disponibilità della Famiglia Bonavia sulla quale proprietà insistono i ripari.

Quando l’intera zona sarà fruibile, per l’economia di Sambuca si può verificare una svolta epocale, per il notevole flusso di visitatori e di escursionisti richiamati dal fatto che Il complesso di Sambuca è il più ricco finora ritrovato in Italia e forse nell’intero Mediterraneo.

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