Si sono tenute ieri a Santa Margherita di Belice le celebrazioni per il “58° Anniversario del terremoto nella Valle del Belice”.
“Memoria, riflessione e riconoscenza” sono stati i tre elementi cardini della manifestazione, organizzata dal comune di Santa Margherita di Belice.
Con il preciso obiettivo di: onorare le vittime del devastante terremoto e rendere omaggio a quanti si sono prodigati ed hanno proficuamente contributo al processo di ricostruzione e rinascita del vasto territorio del Belice.
Il via alle celebrazioni si è avuto, alle ore 12,00, nel Quartiere Pasotti, con un momento solenne di commemorazione e con il conferimento della Cittadinanza Onoraria a due figure simbolo della storia del Belìce:
Vito Bellafiore, Senatore della Repubblica, 96 anni, testimone diretto e protagonista delle battaglie politiche e sociali per la ricostruzione del Belìce.
E Maurizio Diliberto, giornalista RAI, che con i suoi primi e memorabili servizi televisivi ha portato nelle case degli italiani il dramma, la dignità e la speranza delle popolazioni colpite dal sisma.
“ Siamo qui, in questo nostro Quartiere Pasotti-ha esordito il sindaco di Santa Margherita di Belice Gaspare Viola- per denunciare le sue condizioni a distanza di 58 anni dal terremoto del gennaio 1968.
Un quartiere ancora privo di strade, fognature, marciapiedi, opere di urbanizzazione primaria e secondaria”.
Il primo cittadino ha ripercorso in rapida sintesi ma con dettaglio e precisione le fasi storiche del terremoto nella Valle del Belice.
”Un evento-ha precisato il sindaco Viola-che ha rappresentato uno spartiacque, con un prima e dopo terremoto. Partendo dall’atteggiamento del Governo Nazionale di allora, con l’invito rivolto ai cittadini terremotati: andatevene, distribuendo loro biglietti per la partenza. Per arrivare al drammatico, lunghissimo periodo (trent’anni) vissuto nelle baracche, vittime dell’amianto di Stato. Ma siamo qui-ha continuato il sindaco Gaspare Viola- anche e soprattutto per ricordare le nostre vittime del sisma del gennaio 1968”.
Ed è scattato tra i presenti. il minuto di raccoglimento, di silenzio, di preghiere, guidato da parroco Padre Michele Termine.
“Possiamo dire-ha proseguito il sindaco Viola. che a un certo momento il Belice è stato cancellato e ignorato dallo Stato Negli anni la Valle del Belice ha registrato vane speranze ed impegni sistematicamente disattesi. Le risorse assegnate dallo Stato per l’opera di ricostruzione sono state di gran lunga inferiori a quelle concesse per il terremoto del Friuli. La stessa nostra comunità di Santa Margherita di Belice ha ricevuto risorse finanziarie inferiori al suo reale fabbisogno. Con il triste risultato che ci porta a dire: che Santa Margherita di Belice prima c’era e adesso non c’è più. Ma siamo qui, anche per custodire la nostra memoria che deve innescare crescita personale e comunitaria. E’ venuto il momento di scrivere-ha sottolineato Viola-una nuova pagina collettiva nel Belice senza snaturare la sua vocazione agricola. Occorre perseguire un progetto di sviluppo non fine a sè stesso ma uno sviluppo che porti vero progresso”.
Alla cerimonia di Santa Margherita di Belice ha presenziato, tra gli altri, Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo.
“Oggi la mia presenza qui-ha rimarcato il prefetto Caccamo-come rappresentante dello Stato è doverosa. Il mio saluto va all’amministrazione comunale, ai cittadini presenti, a quelli che hanno vissuto i tragici eventi del terremoto del 1968. Esprimo il mio compiacimento a tutti i sindaci della Valle del Belice. A loro che sono i pilastri quotidiani delle rispettive comunità locali. Il percorso della ricostruzione nel Belice-ha proseguito il prefetto Caccamo- è stato un percorso difficile, problematico, pieno di ostacoli. Ora a distanza di 58 anni, registriamo sempre di più il drammatico fenomeno dello spopolamento. Ecco dobbiamo tutti impegnarci e prodigarci per far sì che i ragazzi, i giovani del Belice possano restare qui rafforzando le radici dei propri territori”.
A seguire si è tenuta la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Vito Bellafiore, Senatore della Repubblica e al giornalista RAI Maurizio Diliberto.
“Il comune di Santa Margherita di Belice, memore delle lunghe lotte per la rinascita della Valle del Belice dopo il sisma del 15 gennaio 1968,primo terremoto nazionale del dopoguerra- c’è scritto nella pergamena consegnata a Vito Bellafiore-conferisce al senatore Vito Bellafiore, interprete genuino degli aneliti di giustizia e della voglia di riscatto civile delle popolazioni del Belice, la cittadinanza onoraria, per il suo impegno istituzionale competente, tenace ed aderente alla memoria storica, volta al completamento della ricostruzione fisica, economica e sociale della Valle, additandolo ad esempio alle giovani generazioni”. E per il sindaco Gaspare Viola il riconoscimento assegnato a Vito Bellafiore è “dedicato agli amanti della verità storica”.
“Nella mia lunghissima attività-ha evidenziato Vito Bellafiore, ex sindaco di Santa Ninfa dal 1955 al 1983-di sindaco, deputato regionale e senatore-mi sono impegnato giorno dopo giorno per la Valle del Belice.Ora dopo 58 anni dal terremoto devo dire che ho tante amarezze ma non ho nessun rimorso. Perchè abbiamo chiesto sia ai Governi nazionali e regionali che si sono succeduti negli anni tutto quello che c’era da chiedere. Però ora che la ricostruzione è stata ultimata dobbiamo riprendere tutti la battaglia.
Lottare con forza-ha proseguito il senatore Vito Bellafiore- chiedendo alla Regione Siciliana che venga attuata la legge del marzo 1986 che ha stanziato ben 900 miliardi per promuovere la rinascita socio-economica creando posti di lavoro stabili per i nostri giovani che in futuro non dovranno più emigrare. Occorre dare al Belice una legge che le dia dignità. Dopo che lo Stato Italiano ha assegnato, negli anni passati, al Friuli ben 16 miliardi di finanziamenti contro i 2 miliardi dati al Belice. Ringrazio-ha concluso Vito Bellafiore- il comune di Santa Margherita di Belice per il conferimento della cittadinanza onoraria, non me lo sarei aspettato ma ringrazio anche i cittadini, i giovani”.
Dopo è stato il turno di Maurizio Diliberto, giornalista RAI.
“Il comune di Santa Margherita di Belice, memore delle lunghe lotte per la rinascita della Valle del Belice dopo il sisma del 15 gennaio 1968,primo terremoto nazionale del dopoguerra- si legge nella pergamena consegnata a Maurizio Diliberto-conferisce al giornalista Maurizio Diliberto, che ha condiviso con la popolazione margheritese i difficili giorni che seguirono al 15 gennaio 1968, la cittadinanza onoraria, per la testimonianza umanitaria e l’impegno professionale profuso, come tecnico del mondo agricolo a fianco dei contadini e come giornalista RAI nell’emersione del vissuto di giovani e anziani nello spartiacque storico rappresentato da una controversa ricostruzione dei paesi”.
“Sono molto fiero di questo riconoscimento-ha sottolineato il giornalista Diliberto-io ho sempre amato Santa Margherita di Belice e tutta la Valle del Belice”.
Presente all’evento anche Nicola Catania, Coordinatore dei Sindaci della Valle del Belice.
“Due elementi tengo a sottolineare-ha precisato Nicola Catania-Il primo è che sia il senatore Vito Bellafiore che il giornalista RAI Maurizio Diliberto, per i loro meriti, debbano essere considerati cittadini onorari non solo di Santa Margherita di Belice ma di tutti i 21 comuni della Valle del Belice. Il secondo elemento è che in 58 anni dal terremoto del 1968, i cittadini del Belice hanno sempre mostrato una straordinaria capacità e notevole resilenza. Come coordinamento dei sindaci-ha concluso Nicola Catania-dobbiamo tornare a mobilitarci per chiudere definitivamente questa piaga vergognosa della ricostruzione nel Belice”.
Spazio anche per l’intervento di Gabriella Scaturro, dirigente scolastico de1l’Istituto Comprensivo Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Santa Margherita di Belice.
“Per questo evento e non solo-ha evidenziato il dirigente Scaturro-la nostra scuola ha collaborato con l’amministrazione comunale. E siamo pronti a continuare la collaborazione che deve essere finalizzata a perseguire l’ansia del completamento della ricostruzione e la rinascita soprattutto morale, sociale ed economica di tutto il territorio del Belice”.
E una rappresentanza di alunni dell’istituto scolastico hanno dato vita a dei significativi momenti di: ”riflessioni, considerazioni, pensieri, domande,” tutte riferite alla storia della Valle del Belice.
Mentre Giuseppe Scuderi e Andrea Randazzo hanno magistralmente recitato due poesie, legate alla triste e drammatica vicenda del Belice.
A Santa Margherita di Belice erano presenti, tra le altre autorità civili e militari, anche il Questore di Agrigento Tommaso Palumbo e il colonnello Nicola De Tullio, comandante provinciale dei Carabinieri.
Presenti i sindaci: Carlo Ferreri di Santa Ninfa, Michele Antonino Saitta, sindaco di Salaparuta e Carmelo Palermo, sindaco di Poggioreale. Unitamente agli assessori comunali di Santa Margherita di Belice: Deborah Ciaccio, Francesco Santoro e Lucia Crosta.
Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, nel pomeriggio di ieri, presso il Museo della Memoria, la giornata è proseguita con:.
le visite guidate gratuite al Museo della Memoria, la
presentazione dei volumi “L’ascesa della felicità” di Danilo Dolci, con la partecipazione di Amico Dolci, e “Storia del Belìce” di Vito Bellafiore.
E poi ancora: con la proiezione del docuvideo RAI “Sulle rive del Belìce” di Maurizio Diliberto.
Nella foto, da sinistra: il sindaco Gaspare Viola, Maurizio Diliberto, Vito Bellafiore e Deborah Ciaccio.