Lite tra tre conoscenti a Menfi, chiede la restituzione del prestito e viene picchiata, assolto un uomo e una donna

Immagine articolo: Lite tra tre conoscenti a Menfi, chiede la restituzione del prestito e viene picchiata, assolto un uomo e una donna

(Fonte multimedia: www.agrigentonotizie.it)


Sono stati assolti dal Giudice di Pace di Sciacca un uomo e una donna, accusati di avere minacciato e percorso una conoscente colpendola in più occasioni, con schiaffi al volto, prendendola per i capelli e facendola cadere a terra.

I Sig.ri G.L e G.A. sono finiti a processo perché accusati di minacce e percorse nei confronti di una compaesana, una 44enne di Menfi.

I fatti che hanno portato al rinvio a giudizio dell'uomo e della donna autori dell'aggressione, difesi dall’Avvocato Giuseppe Buscemi si sono conclusi con Sentenza di assoluzione depositata a febbraio 2024.

Nel corso del processo e emerso che della vivace colluttazione a cui nessun altro aveva però assistito non è stato possibile risalire all’ effettiva dinamica. La donna che ha subito l’aggressione ha riferito di essere stata aggredita da persone a Lei conoscenti e di averle procurato lesioni personale, ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici che l’hanno giudicata guaribile in 18 giorni.

I motivi che hanno portato i due Menfitani davanti al Giudice si riferiscono ad un prestito di denaro non restituito.

Le liti che scoppiavano erano continue, durante l’ennesimo incontro chiarificatore ne nacque un alterco prima verbale poi la situazione degenerò ed arrivarono alle mani, l'uomo e la donna avrebbero minacciato e percorso la conoscente che ancora una volta si lamentava della mancata restituzione del denaro dato in prestito.

Nella denuncia presentata dai Carabinieri la persona offesa aveva dichiarato che, in passato, aveva avuto rapporti di amicizia con i Sig.G.L e G.A., tanto che il prestito sarebbe avvenuto sulla parola, i mesi e gli anni sono passati senza che la somma di denaro sia stata mai restituita.

L’Avvocato Giuseppe Buscemi difensore dei Sig.ri G.L. e G.A nelle proprie difese ha cercato di dimostrare che la donna che si è rivolta ai Carabinieri denunciando i propri assistiti, era stata da subito poco credibile quando ha riferito dei motivi e della dinamica dell’aggressione. Secondo la difesa era stata la persona offesa a provocare i propri assistiti aggredendoli e loro si erano solo difesi mettendole la mano in faccia nel tentativo di allontanarla. Nel corso del processo la persona offesa, ha rimesso la querela, che veniva accettata dagli imputati.

Il Giudice di Pace di Sciacca, accogliendo in pieno le richieste dell'Avv. Buscemi, con Sentenza depositata il 12.02.2024 dichiarava di non doversi procedere nei confronti degli imputati perchè I reati sono estinti per intervenuta remissione ed accettazione di querela.

Al di là della vicenda penale conclusasi con l'assoluzione dei miei assistiti, precisa l'Avvovato Buscemi che può capitare di prestare una somma di denaro a parenti o amici che stanno attraversando un momento di difficoltà economica, o che devono affrontare una spesa improvvisa. Tuttavia, non è infrequente che, terminato il momento di difficoltà o trascorso un lungo lasso di tempo, la somma prestata non venga restituita.

Per la richiesta di restituzione della somma prestata bisogna provare, la consegna del denaro all'altro soggetto.

Risulta evidente che la prova più sicura consiste sempre nell'esibizione di una scrittura privata tra le parti, ove le stesse concordano i termini del prestito (entità della somma prestata, e termine per la restituzione). Tuttavia, è frequente che persone legate da un rapporto di fiducia non mettano per iscritto le condizioni di un prestito. In questi casi, provare il prestito sarà molto più difficile.

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