Menfi. Don Alessandro sui giovani arrestati: "Loro vita non è finita. Punto di rinascita"

Immagine articolo: Menfi. Don Alessandro sui giovani arrestati: “Loro vita non è finita. Punto di rinascita“

Di Francesca Capizzi - L’arciprete di Menfi e vicario foraneo di Sciacca, territorio che comprende, oltre Sciacca e Menfi, anche le comunità di Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Montevago, Don Alessandro Di Fede Santangelo, intervistato sui fatti di cronaca legati all’arresto dei nove giovanissimi di Santa Margherita di Belice, arrestati per rissa aggravata e porto abusivo di armi, ha voluto fare un plauso alle forze dell’ordine e lanciare un messaggio importante.

Appreso dell’arresto di nove giovani coinvolti nel tragico accoltellamento avvenuto lo scorso 13 luglio a Porto Palo ai danni di un giovane egiziano - ha detto Don Alessandro - sento il dovere di esprimere un duplice pensiero. Da una parte, desidero ringraziare le forze dell’ordine per il loro costante e prezioso impegno a tutela della giustizia e della sicurezza del nostro territorio. Il loro operato, svolto con discrezione e professionalità, è un segno concreto della presenza dello Stato accanto ai cittadini. Dall’altra, come pastore, sento il bisogno di ribadire la mia vicinanza al giovane ferito, assicurando la mia preghiera per la sua guarigione e per il suo cammino di ripresa.

Ma non posso, come sacerdote e guida spirituale, non volgere anche uno sguardo a questi giovani arrestati. Il gesto compiuto è grave e inaccettabile, ma proprio per questo dev’essere per loro un punto di svolta. La giustizia farà il suo corso, ma la vita di ciascuno di loro non è finita. Questo momento difficile può e deve diventare un’occasione di profonda riflessione, di revisione interiore e, soprattutto, di rinascita. A loro dico con franchezza e con cuore di padre: la violenza non porta mai da nessuna parte. È un inganno che distrugge chi la subisce e chi la compie. Voi avete ancora tanti anni davanti e ciascuno di essi può essere diverso se scegliete la strada del bene, della responsabilità, del rispetto. È tempo di crescere, di imparare dai propri errori, di ricostruire con umiltà e verità.

Alle famiglie, alle comunità, ai parroci e agli educatori del nostro territorio rivolgo un appello accorato: non lasciamo soli i nostri giovani. Camminiamo accanto a loro, anche nei momenti più oscuri, aiutandoli a ritrovare la luce e a riscoprire la bellezza di una vita vissuta nella pace, nella legalità e nel rispetto dell’altro. Il Signore possa toccare i cuori e far germogliare il bene anche laddove oggi sembra esserci solo dolore” .

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