Menfi, la truffa cambia volto: anziano di 87 anni salvato in extremis

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di Francesca Capizzi - Non più il classico incidente stradale, non il parente coinvolto e la richiesta urgente di denaro. A Menfi, il tentativo di truffa ai danni di un anziano si è presentato con un copione diverso, ma con lo stesso obiettivo: entrare in casa e portare via oro e risparmi. Solo la lucidità dei familiari e l’intervento di terze persone hanno evitato il peggio. La vittima è A.M., 87 anni, contattato telefonicamente da un uomo che si è spacciato per tenente dei Carabinieri. Dall’altra parte del telefono, il racconto di una presunta rapina avvenuta a Sciacca, in una gioielleria, che sarebbe stata commessa utilizzando una Volkswagen intestata proprio all’anziano.

Una circostanza subito smentita dall’uomo, che ha spiegato di non possedere alcuna Volkswagen. Nonostante questo, il sedicente ufficiale ha continuato a insistere, parlando dell’intervento del magistrato di turno e della necessità di un controllo immediato. Il tono si è fatto sempre più pressante: la rapina avrebbe riguardato dell’oro e bisognava verificare se quello presente nell’abitazione dell’anziano potesse corrispondere a quanto sottratto. Sotto pressione, A.M. ha ammesso di possedere dell’oro in casa. A quel punto il falso tenente ha annunciato l’arrivo di un Carabiniere in borghese, incaricato di effettuare le verifiche e di acquisire i preziosi.

Il raggiro stava per andare a segno, ma a fermarlo è stata la moglie dell’anziano, che ha deciso di contattare un amico di famiglia. È stato lui a chiarire immediatamente la situazione, invitando a non aprire la porta perché si trattava con ogni probabilità di una truffa.

Poco dopo, l’uomo si è presentato sotto casa. In un primo momento ha suonato per errore al citofono di un vicino, poi ha raggiunto l’abitazione di A.M., ma è stato fermato da un giovane residente nello stabile, insospettito dal suo comportamento e dalla pretesa di essere un Carabiniere.

Resosi conto di essere stato scoperto, il falso militare si è dato alla fuga. Nel frattempo sono stati avvertiti i veri Carabinieri, che hanno avviato immediatamente le ricerche. L’uomo è stato rintracciato poco dopo a bordo di una Fiat Panda, appena fuori Menfi. Si tratta di un 26enne incensurato, residente a Misterbianco, in provincia di Catania, denunciato per tentata truffa aggravata. 

L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno in continua evoluzione. Se nella maggior parte dei casi le truffe agli anziani partono dal racconto di un incidente stradale o di un familiare in difficoltà, questa volta i malviventi hanno scelto una strategia diversa, costruita attorno a una rapina inventata, a un’auto mai posseduta dalla vittima e all’autorità giudiziaria evocata per creare urgenza e paura.

Negli ultimi mesi, in provincia di Agrigento, si sono moltiplicati i casi di truffe e tentate truffe ai danni di persone anziane, spesso sole e particolarmente vulnerabili a questo tipo di pressione psicologica. A Menfi la vicenda si è conclusa senza conseguenze, ma resta il segnale di un rischio concreto e sempre presente. Perché basta una telefonata credibile e un attimo di esitazione in meno per trasformare una giornata qualunque in un incubo.

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