Relativamente all'episodio di sabato, quando un giovane accoltellato sulla spiaggia di Porto Parlo, la giornalista Francesca Capizzi ha sentito, per il Giornale di Sicilia, L'Arciprete di Menfi, Don Alessandro Di Fede: "È una notizia che ci lascia senza parole, che stringe il cuore e ci interroga tutti - ha commentato l'Arciprete-. Prima di ogni altra cosa voglio dire che siamo vicini con la preghiera e con tutto il nostro affetto a questo ragazzo e alla sua famiglia . La sofferenza di uno è la sofferenza di tutti.
"Ma non possiamo fermarci alla cronaca. - continua Don Alessandro - C’è un grido silenzioso che sale da questo episodio e che riguarda tutti noi come famiglie, come educatori, come cristiani, come uomini. Dove sono i nostri figli? Con chi stanno? Come vivono le loro serate, le loro giornate, le loro relazioni? Sono domande che fanno male, lo so, ma sono domande vere, da farsi con il cuore in mano. Non possiamo permettere che i nostri ragazzi crescano in un vuoto di senso, non possiamo accontentarci di dare loro il cellulare più nuovo o la libertà di fare ciò che vogliono, senza prima dare loro radici e ali: radici fatte di valori veri, di confini sani, di dialogo in famiglia; ali fatte di fiducia, di esempi buoni, di responsabilità”.
Poi lancia un appello : “ Vi supplico, cari genitori e nonni: non abbiate paura di “esserci” nella vita dei vostri figli. A volte basta un’ora insieme, una cena fatta col cuore, una domanda fatta con amore, e non con giudizio, per evitare tante strade sbagliate. Abbiate il coraggio di educare, di dire dei “no” che salvano e dei “sì” che edificano, di mostrare con la vita che l’amore vero è fatto di presenza, di attenzione, di sacrificio.
E noi, come comunità, come Chiesa, vogliamo esserci, non con parole moralistiche, ma con una mano tesa, con uno sguardo che accoglie, con un cuore che ascolta. Abbiamo bisogno di riscoprire insieme la bellezza della vita buona, onesta, vera, quella che non fa notizia, ma che costruisce il futuro. Che questo episodio non sia solo un fatto di cronaca nera, ma diventi per tutti noi un campanello che ci sveglia, che ci faccia dire: “È ora di ricominciare, è ora di ripartire dall’essenziale, dai nostri figli, dal bene.
Con affetto e con la responsabilità di chi vi vuole bene come un padre, vi abbraccio e vi benedico uno per uno”