Nuovi dettagli emergono sulle ripercussioni locali dell'inchiesta della Procura di Palermo, culminata di recente con gli arresti domiciliari del dirigente regionale Giancarlo Teresi e dell'imprenditore Carmelo Vetro. Il sindaco di Menfi, Vito Clemente, nel corso di un'intervista all'emittente RMK, ha confermato che Teresi, all'epoca responsabile unico del procedimento per la rimozione della posidonia a Portopalo, presentò Vetro all'assessora comunale Miralba Riggio qualificandolo come un ingegnere.
"È stato presentato come ingegnere. Il mio assessore ha ricevuto Vetro al porto perché dovevano verificare delle soluzioni tecniche, ma l'assessore ha avuto l'intuizione di capire che non era un collega. Questo ci lasciava un po' perplessi, soprattutto perché abbiamo notato delle ambiguità sull'intera vicenda, anche di ordine politico. L'incontro si è concluso in pochi minuti, quando, in maniera molto pertinente, l'assessore ha detto che il Comune era in dissesto ma che in ogni caso non poteva fare affidamenti, né, tantomeno, conferire consulenze o incarichi di ogni genere, perché la titolarità del porto rimane in capo alla Regione Siciliana".
In merito alle responsabilità tecniche dell'opera, il primo cittadino ha precisato il ruolo dei soggetti coinvolti. "Teresi era il responsabile unico del procedimento per la rimozione alla Posidonia e noi sappiamo che aveva già una progettualità in corso, però è sempre mancato il relativo finanziamento". Sulla piena disponibilità dell'amministrazione verso gli inquirenti, Clemente ha aggiunto: "Siamo a disposizione, se la magistratura ci chiama ovviamente andremo".
Di fronte allo stallo del dipartimento infrastrutture, l'amministrazione comunale si è mossa per reperire nuove coperture economiche rivolgendosi ad altri dipartimenti. "Grazie all'attenzione ai bandi di finanziamento dell'assessore alla programmazione che Franco Gagliano ha intercettato due bandi di finanziamento del dipartimento territorio e ambiente e ottenendo i relativi finanziamenti uno di €73.000 e uno di €198.000. Quello di €73.000 è già stato appaltato e presto si potranno realizzare i lavori. Quello di €198.000 ancora e bisogna fare la gara d'appalto, però è chiaro che i €270.000 complessivi non risolvono il problema. È solo un intervento tampone perché per realizzare l'opera nella sua totalità sono necessari milioni di euro".
La complessa vicenda ha spinto la giunta a sollecitare un intervento del presidente della Regione, Renato Schifani, dopo numerosi tavoli e sopralluoghi caduti nel vuoto. "Desidero ricordare che il porto è un'infrastruttura regionale e quindi mi rivolgo direttamente al Presidente della Regione. Considerato che nel tempo abbiamo riscontrato tanti dubbi, incertezze, tante ambiguità, è il presidente della Regione deve garantire che chi opera nella massima legalità, chi opera nella massima trasparenza, non venga penalizzato da vicende ambigue. Anche se siamo nell'ambito delle ipotesi, perché l'autorità giudiziaria ovviamente farà il suo corso, queste vicende non possono rallentare l'attività di un porto che già ha problemi di navigazione, problemi igienico-sanitari e non ultimo, ci sono le attività produttive che devono continuare a lavorare il tutto per presentare una Porto Palo degna della sua fama e della bandiera blu".