Si stimano danni per almeno un milione di euro soltanto nel territorio urbano, comprendendo strade, infrastrutture ed impianti a Santa Margherita del Belìce, a causa della tromba d'aria e del violento nubifragio che si sono abbattuti la settimana scorsa sul centro belicino.
La quantificazione è ancora in corso e i danni potrebbero essere maggiori. Ieri la giunta municipale ha adottato la delibera riguardante la richiesta dello stato di calamità naturale. Altro capitolo è quello che riguarda le campagne e, in particolare, uliveti e coltivazioni di fichi d'india, con un'agricoltura in ginocchio ed il raccolto fortemente compromesso.
Annullato il «Ficodindia Fest». La stima dei danni in campo agricolo segue una strada diversa. Questa mattina a Santa Margherita riapriranno le scuole di ogni ordine e grado.
«Per fortuna - dice il Vicesindaco Tanino Bonifacio - per le scuole la situazione, che è stata verificata, consente di poterle riaprire». Funzionari dell'Ispettorato Agricoltura si trovavano già ieri mattina a Santa Margherita del Belìce e c'è stato un incontro con alcuni agricoltori. Presente anche l'Assessore Comunale all'Agricoltura, Baldo Giarraputo.
«I sopralluoghi - hanno chiarito i funzionari - saranno effettuati sulla base delle segnalazioni. Prima arriveranno le segnalazioni attraverso tecnici di fiducia dei produttori agricoli e prima verranno effettuati i sopralluoghi per singola azienda. Gli agricoltori hanno chiesto la massima celerità, anche perché parte della produzione agricola è ancora sulla pianta e dev'essere raccolta, anche se gravemente colpita».
Ieri gli ispettori non hanno effettuato una rilevazione, ma un primo esame della situazione, ribadendo che l'elemento importante al momento è procedere, da parte degli agricoltori, alla segnalazioni. Il violento nubifragio e il fortissimo vento non hanno risparmiato a Santa Margherita del Belìce neanche la Croce in legno del Calvario.
Spezzata alla base dell'incavo, è caduta a terra nello spiazzo del Belvedere. Diversi volontari sono accorsi per alzare la Croce lignea ed appoggiarla al muro. Sul luogo anche «I Ragazzi di la Cruci», i volontari che nel 2016 si erano attivati per recuperare e restaurare la Croce ed il basamento dov'è collocata.
La Croce, dopo il restauro, era stata illuminata con luce a led blu, che la rendeva visibile da tutta la Valle del Belìce. Personale del Comune di Santa Margherita ha provveduto a recuperare la Croce e a trasferirla nella Chiesa Madre, in attesa che vengano eseguiti i lavori per ricollocarla.
Tra le zone maggiormente colpite e danneggiate a Santa Malgherita, c'è stato il cimitero, dove grandi alberi si sono abbattuti sulle tombe.