Sull'aggressione di sabato sera del giovane Atef è intervenuto su Facebook anche Onorio Di Giovanna, assessore a Santa Margherita con deleghe a Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione, Comunicazione, Sport, Arredo e Decoro Urbano, Fiere e Sagre, Protezione Civile, Polizia Municipale, Randagismo.
"In queste ore sta circolando una testimonianza drammatica e dolorosa, - scrive Di Giovanna - rilasciata da un giovane diciannovenne egiziano che vive e lavora da tre anni come cameriere a Menfi, aggredito e brutalmente picchiato nella località di Porto Palo di Menfi, nella notte tra sabato e domenica. Nella dichiarazione, si fa riferimento a un gruppo di ragazzi provenienti da Santa Margherita di Belìce, accusati di aver partecipato all’aggressione e di aver proferito frasi razziste e discriminatorie".
"Come Assessore del Comune di Santa Margherita di Belìce ma prima ancora come cittadino, prendo atto con profonda serietà di quanto riportato dalla vittima, consapevole che le autorità competenti faranno piena luce sui fatti, e quindi mi esprimo con la dovuta cautela e il massimo rispetto verso le indagini in corso".
"Tuttavia, se quanto emerso dovesse essere confermato, ci troveremmo di fronte a un episodio gravissimo, intollerabile, e che nulla ha a che fare con l’identità, la cultura e i valori della nostra comunità".
"Santa Margherita di Belice è, e resta, città dell’accoglienza, dell’integrazione, dell’incontro tra culture. Lo è storicamente, lo è nel presente, e continuerà a esserlo. I margheritesi sono un popolo aperto, generoso, rispettoso. Quanto raccontato – se vero – non rappresenta il nostro paese, ma una ristretta minoranza di individui e non può e non deve essere generalizzato o associato a una comunità intera".
"La nostra gioventù non è fatta di odio e violenza, ma di giovani che studiano, lavorano, si impegnano, sognano e costruiscono il futuro anche attraverso la convivenza pacifica, il rispetto e il dialogo. È per questo che mi dissocio fermamente da ogni forma di razzismo, intolleranza, violenza, odio gratuito o comportamento squadrista, soprattutto quando rivolto a chi è più fragile, a chi ha un colore della pelle diverso, a chi è “percepito” come altro".
"Da parte mia - continua Di Giovanna -, esprimo vicinanza e solidarietà sincera alla vittima, alla sua famiglia e a chi è stato testimone di questa brutale violenza. Condanno con forza l’accaduto e mi unisco a un appello collettivo, che rivolgo a me stesso, alle istituzioni politiche, alle comunità religiose, alle autorità scolastiche, alle forze dell’ordine, alle famiglie e alla società civile tutta del nostro territorio. Serve uno scatto culturale, un richiamo alla responsabilità comune e collettiva. Nessuna comunità può considerarsi estranea, nessuno può voltarsi dall’altra parte. Educare al rispetto, vigilare sul disagio, denunciare la violenza, è un dovere che deve unire tutti: istituzioni, cittadini, educatori, famiglie".
"Concludo rinnovando l’impegno mio personale e dell’Amministrazione Comunale a vigilare, a promuovere il rispetto e la dignità di ogni persona, senza distinzioni di origine, etnia, religione o provenienza".