Salaparuta. Presentato il libro "I Paesi invisibili” di Anna Rizzo

Immagine articolo: Salaparuta. Presentato il libro “I Paesi invisibili” di Anna Rizzo

Un interessante evento si è tenuto a Salaparuta. Riflettori accesi sulla presentazione del libro: ”I Paesi invisibili”- Manifesto sentimentale e politico per salvare i borghi d’Italia di Anna Rizzo. L’iniziativa culturale è stata diligentemente promossa dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Trapani e dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della Provincia di Trapani, con il patrocinio del comune di Salaparuta e del comune di Poggioreale.L’evento della presentazione del libro dell’antropologa Anna Rizzo ha voluto “esaltare il binomio: Cultura ed Eno-gastronomia”.E così, infatti, il preludio all’iniziativa letteraria si è avuto (sotto il porticato della sede municipale di Salaparuta) con il momento della “degustazione di formaggi prodotti dal caseificio “Sapori Antichi” di Lorenzo Pagliaroli di Poggioreale e del vino DOC di Salaparuta”, presentato da Giuseppe Palazzolo, vice presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc di Salaparuta.Tutti prodotti di “altissima qualità e di eccellenza” in particolare dei due paesi di Salaparuta e Poggioreale e più in generale del territorio della Valle del Belice.A seguire, è scattata, all’interno dell’aula consiliare di Salaparuta,la presentazione del libro:” I Paesi Invisibili”.

I lavori sono stati introdotti e moderati da Gianfranco Naso, Consigliere Ordine degli Architetti.A rivolgere i saluti ai presenti sono stati: il sindaco di Salaparuta Michele Antonino Saitta e il vice sindaco di Poggioreale Giovanni Vella.“E’ un onore per me essere presente-ha esordito il sindaco Saitta-alla presentazione del libro della dottoressa Anna Rizzo. Un’opera che affronta l’importante tematica del ”destino dei piccoli comuni e la lotta contro il loro spopolamento”. Salaparuta purtroppo come le altre piccole realtà del Belice è ridotta a città dormitorio. C’è sistematicamente una casa abitata e tre case vuote, le relazioni sociali non ci sono più. Oltre al drammatico fenomeno dello spopolamento-ha continuato il sindaco Michele Antonino Saitta-i servizi per i cittadini si vanno spegnendo. Hanno chiuso gli sportelli le banche, il più vicino ospedale dista 30 chilometri, i trasporti non funzionano a dovere, la viabilità è molto precaria. Noi tutti come amministratori abbiamo la grande responsabilità di rilanciare il territorio affinchè i giovani possano qui costruire il loro futuro e non andare via”. Il vice sindaco di Poggioreale Giovanni Vella ha portato i saluti del sindaco Carmelo Palermo.“Noi come amministrazione comunale-ha evidenziato il vice sindaco Vella-stiamo portando avanti dei progetti molto ambiziosi con l’obiettivo di incentivare il turismo per creare nuove opportunità di lavoro. Nella speranza però che anche i giovani si impegnino di più per restare qui e non andare via”.Renato Alongi, in rappresentanza della Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali della Provincia di Trapani, ha rimarcato nel suo intervento il “fondamentale ruolo delle biblioteche comunali soprattutto se non si limitano ad essere solo luoghi di lettura ma presidi sociali promotori di attività sociali e culturali. Per non rischiare di restare luoghi vuoti”.Dopo Alongi, è stato il turno tanto atteso dell’intervento dell’autrice del libro Anna Rizzo. “In Italia il 60% della superficie del territorio nazionale è da considerarsi un’area interna dove vivono 13 milioni di abitanti. I paesi invisibili. Manifesto sentimentale e politico per salvare i borghi d’Italia,-ha evidenziato Anna Rizzo- è il resoconto etnografico di una ricerca sul campo che va avanti da oltre quindici anni. Ho scritto  il libro I Paesi Invisibili per dare voce agli abitanti che vivono nelle aree interne dell’Italia. Soprattutto quelle aree che sono soggette a processi di desertificazione civica, dove scompaiono i servizi di prima necessità e dove scompare anche lo Stato.Oggi, nel corso del nostro incontro che si articolerà anche in maniera laboratoriale, ci chiederemo cosa accade a un paese quando perde i suoi elementi costitutivi come gli abitanti, i servizi e le infrastrutture.Lo scopo della ricerca accademica-ha proseguito l’autrice Anna Rizzo- non è consigliare i politici sulle misure da adottare per rispondere alla crisi economica, ma fornire ai governi, a tutti i livelli, informazioni scientifiche che possano essere utilizzate per elaborare politiche strutturali. L’antropologia è una disciplina che offre un metodo molto potente per mettere in luce le contraddizioni, i conflitti, i dubbi e permette di assumersi la responsabilità per farsi carico di storie spesso dolorose che potrebbero non emergere mai.A Salaparuta-ha continuato Rizzo-dopo un primo abbandono delle terre agricole, dovute alle migrazioni, oggi giovani imprenditori scelgono di tornare a vivere a Salaparuta come Giuseppe Palazzolo, giovane enologo laureato in Viticoltura ed Enologia. Produttore di vino, olio extravergine di oliva e mandorle secondo un regime biologico. Indicato dalle riviste di settore come un "viticoltore di ritorno", opera nella contrada Annunziata e Montagna Pergola. Grazie all'esposizione e alla composizione pedologica, i suoi prodotti rispecchiano l'identità territoriale e il terroir. La crescita economica dell'azienda Noah Palazzolo contribuisce anche alla crescita culturale della Valle del Belice, collaborando con la Rete Museale Naturale Belicina attraverso la vendita di alcuni dei suoi prodotti.” Hanno dialogato con l’autrice Anna Rizzo: Giuseppe Verde, architetto e Salvatore Cusumano, consigliere dell’Ordine Architetti.“Nei piccoli paesi del Belice come Salaparuta e Poggioreale-ha rimarcato l’architetto Verde di Salaparuta-abbiamo perso l’identità dopo il terremoto del gennaio 1968.Prima erano paesi che avevano una loro precisa connotazione. Nelle baracche, si continuava a vivere una vita identica a quella vissuta nei paesi prima del terremoto. Poi dal 25 gennaio 1968, lo Stato comincia a distribuire ai cittadini terremotati biglietti di sola andata per andare via. E nel 1970 arrivano dallo Stato le piante urbanistiche, i nuovi piani di urbanizzazione per i paesi distrutti dal terremoto. E per questi paesi è davvero la fine, finiscono con il perdere tutto”.Mentre per Salvatore Cusumano, “questi territori del Belice hanno profonde radici e da queste radici bisogna partire per la ricostruzione umana”.La giornata del 5 aprile ha avuto il suo epilogo con la “visita dei Ruderi di Salaparuta e dei ruderi di Poggioreale Antica”.Sotto la guida dell’architetto Giuseppe Verde, nelle vesti di “sapiente Cicerone”, i partecipanti all’incontro hanno visitato presso i ruderi di Salaparuta la Chiesa Madre e il Convento e successivamente i ruderi della Poggioreale Vecchia. L’architetto Verde ha sinteticamente illustrato la storia di Salaparuta,Gibellina e  Poggioreale”.

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