Sambuca si appresta a festeggiare la Madonna dell'Udienza. Quando nel 1575 fece una importante scoperta nella torre di Cellaro

Immagine articolo: Sambuca si appresta a festeggiare la Madonna dell'Udienza. Quando nel 1575 fece una importante scoperta nella torre di Cellaro

In questi giorni a Sambuca, fervono i preparativi per una delle feste più importanti del piccolo centro belicino, quella dedicata alla Madonna dell'Udienza che si celebra, ogni anno, la terza domenica di maggio. Venerdì 11 maggio si è svolto il pellegrinaggio dal santuario della Madonna alla torre di Cellaro, sulle rive del lago Arancio. Istituito qualche anno fa dall’arciprete Don Lillo di Salvo, si tratta di un vero e proprio viaggio alle origini delle fede che i sambucesi nutrono per la propria Patrona. A conclusione del pellegrinaggio, è stata celebrata una solenne eucarestia e poi il ritorno in santuario. Nella torre di Cellaro, secondo la tradizione, si trovava la statua marmorea di una Madonna, lasciata nascosta per tanti anni all'interno di un'intercapedine di un forno delle cucine della torre.

Sempre secondo la tradizione, la statua venne scoperta da un contadino sambucese nel 1575. In quel periodo a Sambuca  imperversava una terribile pestilenza. Gli abitanti decisero pertanto di rubare la statua e portarla in processione fin al quartiere dell'Infermeria, una sorta di lazzaretto dove erano relegati gli appestati, nella speranza che la Madonna facesse un miracolo. Così fu. Avvenne infatti che gli ammalati, al passaggio della statua, guarirono e, da quel momento, alla Madonna venne attribuito il titolo dell'Udienza, in quanto aveva dato ascolto alle preghiere dei sambucesi.

A datare da quell’evento straordinario, si decise che, ogni anno, si dovevano celebrare solenni festeggiamenti in onore della Madonna e che si dovesse portare in processione il simulacro per le vie del paese e che, ogni dieci anni, dovesse attraversare  la Via Infermeria. Tradizione a tutt’oggi pienamente rispettata. La torre ha la forma di una piramide mozza composta dal pianterreno e da due piani superiori, di un solo vano ognuno.

Vi si accede da un’unica porta. Accanto e nei pressi della torre, si dislocava una lunga fila di mulini, che si estendevano fino a valle, su entrambi i lati del torrente Rincione. Allo stato attuale l’intera vallata  è sommersa dalle acque dell’invaso artificiale del lago Arancio. Si presume che fra il 1093 e il 1146 l’intera zona appartenesse al demanio reale, mentre nel 1230 la vecchia proprietà reale di Cellaro era divisa in quattro casali In una tenuta di terre dove si  trova appunto l’ex baronia del Cellaro era presente una torre antichissima, imponente e fortificata, databile al XIII secolo con una sopra elevazione del XV secolo. Questa tenuta nel 1503 venne affidata a Giacomo Sciarrino di Mazzara e rimase in possesso di detta famiglia fino al 1721 quando Pietro Sciarrino la donò all’ordine dei cavalieri ospedalieri, riunendosi così al limitrofo feudo di S. Giovanni.

Giuseppe Merlo

RATING

COMMENTI

Condividi su

Belicenews su Facebook
ARGOMENTI RECENTI
ABOUT

Il presente sito, pubblicato all'indirizzo www.belicenews.it è soggetto ad aggiornamenti non periodici e non rientra nella categoria del prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare come stabilito dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 Informazioni legali e condizioni di utilizzo.
P.IVA: IT02492730813
Informazioni legali e condizioni di utilizzo - I contenuti del presente sito appartengono all'Associazione Culturale L'Araba Fenice.
credits: mblabs.net

Torna SU