Salaparuta. Ricordate le vittime del terremoto del '68

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Si è tenuta ieri a Salaparuta la manifestazione organizzata dal comune di Salaparuta, in ricorrenza del 57 anniversario del terremoto del Belice.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, presso la chiesa SS.Trinità officiata da padre Giovanni Butera, è stata inaugurata, presso la sala delle Conferenze di piazza Mercato, la “Mostra fotografica sul terremoto” a cura dell’architetto Giuseppe Verde.

Presenti: il sindaco di Salaparuta Michele Antonino Saitta. l’onorevole Nicola Catania, coordinatore dei sindaci della Valle del Belice, Antonio Parrinello in rappresentanza della Protezione Civile Regionale. In prima fila anche gli assessori comunali:Gaetano Crapa, Giuseppe Roppolo,Manuela Augello, il vice comandante dei Carabinieri di Salaparuta Giusto Tubiolo.

Hanno partecipato all’evento: gli alunni della scuola media e della 5 elementare di Salaparuta.

I lavori sono stati introdotti dal sindaco Michele Antonino Saitta che dopo i ringraziamenti di rito ha rievocato alcuni dei momenti tragici e drammatici del terremoto del gennaio 1968 che ha devastato il territorio della Valle del Belice.

“Attimi di estrema commozione ed emozione” quando il sindaco Saitta ha snocciolato i numeri dei morti per il terremoto nel Belice: ben 314. Tra questi:19 furono le vittime a Salaparuta, 4 nel vicinissimo paese di Poggioreale.

Il sindaco ha quindi rimarcato la differenza di trattamento, da parte dello Stato, per quanto riguarda i finanziamenti per la ricostruzione delle case tra la Valle del Belice e il Friuli. Quelli per il Belice sono stati di molto inferiori a quelli concessi al Friuli.

Il sindaco Saitta ha anche posto l’accento sul coordinamento dei sindaci del Belice, un’organismo ormai fermo da molti anni. “Occorre rimetterlo in funzione-ha evidenziato il sindaco-per rilanciare la vertenza del Belice. Noi come sindaci dobbiamo essere tutti impegnati a progettare il futuro delle nostre comunità ricostruendo il tessuto socio-economico. Il Belice deve sapere trasformare le sue ferite in forza e bellezza”.

Il sindaco ha concluso il suo intervento elogiando l’operato del gruppo di volontari della protezione Civile comunale. “Una struttura costituitasi nel 1992-ha esclamato- che adesso conta trenta componenti e svolge una funzione molto importante”. Infine un’appello-invito del sindaco ai giovani di Salaparuta. “Avvicinatevi alla cosa pubblica, cercate di capire cosa è stato il terremoto del Belice analizzando tutti i momenti e gli eventi che si sono succeduti”.

A seguire si è registrato l’intervento dell’onorevole Nicola Catania, coordinatore dei sindaci della Valle del Belice.

“ Mi preme sottolineare la presenza oggi tra noi-ha rimarcato Catania-degli alunni delle scuole di Salaparuta. Perché loro devono avere la memoria di quello che è successo nel Belice. I  giovani devono conoscere la nostra storia, le nostre radici. Oggi a distanza di 57 anni dal terremoto del 1968-ha continuato l’onorevole Catania-siamo ancora impegnati nell’opera di completamento della ricostruzione. Ma soprattutto nel progetto di rilancio socio-economico-culturale. Dobbiamo creare le condizioni perché i nostri giovani restino nel nostro territorio, senza essere più costretti ad emigrare, ad andare fuori per lavorare. Nella Valle del Belice, nel 1968, si è registrata la prima catastrofe in Italia a livello di calamità naturale. Noi siamo serviti come esperimento per altre popolazioni italiane terremotate, vedi il Friuli. Ora-ha concluso Catania-come coordinamento dei 21 sindaci del Belice non dobbiamo mollare, anzi non molleremo e continueremo a lottare per il nostro territorio”.

Antonio Parrinello, responsabile provinciale della Protezione Civile presente in rappresentanza della Protezione Civile Regionale ha manifestato la sua ampia disponibilità a svolgere attività di formazione e informazione sui terremoti presso le scuole di Salaparuta. “Così come siamo disponibili-ha evidenziato-a collaborare con il gruppo comunale della Protezione Civile. Per quanto concerne il rilancio della Valle del Belice, sono fermamente convinto che questo territorio debba fare affidamento sulle sue enormi potenzialità culturali, artistiche, architettoniche per promuovere lo sviluppo economico-occupazionale. Vedi Gibellina, con il Cretto di Burri e con il suo patrimonio dell’Arte contemporanea”.

Si sono registrati anche gli interventi dei consiglieri comunali Agata Maria Pizzolato, Antonia Maltese, Giuseppe Palazzolo.

Nella foto un momento della celebrazione della Santa Messa.

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