Da Menfi alla California cucinando per Barack Obama, Leonardo di Caprio e non solo. Quando la cucina è talento e tradizione. Intervista a Accursio Lota’


La sua storia e’ quella di un predestinato. Quei disastri in cucina che all’eta di 8 anni finivano per fare arrabbiare la mamma erano i primi segnali di un bimbo che in cucina avrebbe passato molto tempo della sua vita coniugando passione, crescita professionale e importanti riconoscimenti. Pur convinto del suo amore per la cucina, grazie anche ai piccoli segreti rubati alla mamma, non ci avrebbe mai creduto che un giorno avrebbe cucinato per Barack Obama, Leonardo Di Caprio, Angela Merkel e tanti altri importanti personaggi.

Stiamo parlando di Accursio Lota’, 33 anni, menfitano doc. Lo abbiamo intervistato per saperne di più su come procede la sua carriera californiana non mancando di scoprire qualche informazione inedita sui primi passi in cucina.         

Accursio, da piccolo sognavi di diventare uno chef?     

Si, già da quando avevo 8 anni. Ricordo quanto io amavo le crepes, i disastri, le uova, la farina ovunque. Mi cimentavo a cercare di creare e scoprire sempre più cose nuove. Proprio la curiosità mi ha sempre spinto a inventare, avvicinarmi al mondo agricolo e apprezzare la freschezza dei prodotti     

Come nasce la passione per la cucina?     

Il mio primo incontro con la cucina è avvenuto fin da piccolo tra i fornelli di casa. Durante le festività osservavo mia mamma cucinare per la famiglia. La dedizione e l’amore che, attraverso le pietanze trasmetteva a noi figli, è lo stesso che ho quotidianamente ai fornelli. Giocavo con i coperchi delle pentole, per cui la scelta dell’Istituto Alberghiero è stata ovvia.   

Ritieni che le scuole professionali forniscano gli strumenti adeguati  per avviarsi al mestiere di chef? Eventualmente, cosa bisognerebbe cambiare?   

Le scuole professionali vanno bene. A mio avviso è utile agli allievi far notare gli aspetti sia positivi sia negativi del lavoro quotidiano in maniera da essere già preparati una volta diplomati. Bisognerebbe favorire un approccio meno brusco tra scuola e lavoro.     

Che percorso di studi hai seguito?     

Ho frequentato l' Alberghiero  di Sciacca dai 14 ai 18 anni. Durante quei periodi ne approfittavo per lavorare di sabato e domenica in  piccoli ristoranti di zona. Al quarto anno uno stage a Roma preso Grand Hotel de la Minerve. Poi ancora uno stage a Milano al “Four Season”. Dopo ho conseguito il diploma in ristorazione.   

Esperienze lavorative ad oggi?     

Giusto per ricordarne alcuni dico che la mia prima esperienza mi ha lasciato tanto. E’ stata a Menfi al Vigneto. Poi Venezia, a Porto Cervo per fare alcuni esempi. Nel 2009- 2010-2011 ho aperto un  hotel 5 stelle a Taormina. 

Come mai la scelta di trasferirti in California?     

A 14-15 anni suonavo la batteria e amavo la musica rock americana anni '60 - '70. Forte era fin da piccolo il fascino dell'America e di questo ne ho risentito. Poi quando  lavoravo a Milano nel Giugno 2007 ho chiesto il trasferimento in un Hotel in America e, quasi come un gioco, ho scelto il "Santa barbara Four Season" in California. Era la mia prima esperienza estera durata circa 2 anni, per due anni fino al 2008 2009. Poi ritorno in Sicilia a Taormina e poi di nuovo il ritrasferimento a San Diego. Dal 2012 lavoro presso il ristorante "Solare".   

Nel 2017 ti sei aggiudicato la sesta edizione del Barilla Pasta World Championship, competizione riservata ai migliori talent chef internazionali dedicata al piatto simbolo della cucina italiana. Raccontaci che emozione hai provato   

"Non sono andato per vincere. L’approccio mio era quello di far bene per me stesso e per dimostrare la mia passione e l'amore che metto in tutto. La competizione è arrivata per la mia voglia di fare una esperienza diversa Non mi aspettavo che il mio piatto fosse così apprezzato. Era un piatto che rispecchiava le mie origini dando risalto alle materie prime con cui sono cresciuto.

Un piatto che ho terminato 2 giorni prima. Non nego un iniziale nervosismo e una certa emozione nel vedere dinnanzi a me giudici che seguivo fin da bimbo. Ho apprezzato anche i consigli che mi hanno dato.   

I tuoi “Spaghetti alla Carbonara di Mare” perché hanno conquistato i giudici? 

Penso abbia colpito il gusto e la presentazione. Nel mio piatto c'era il mio posto d'origine, i sapori, la mia vita.   

Sappiamo che tra i tuoi clienti hai avuto ospiti importanti..Ci fai qualche nome?     

Si, per la presentazione della sua candidatura del 2007 a casa di "Opray  WinFrey, la "Maria de fikippi italiana", ebbi ospite Barack Obama. All'epoca lavoravo al Santa Barbara. Io cucinavo per i vip e sembrava di esser in un sogno. La cucina fu semplice ovvero spaghetti al pomodoro, parmigiana, pollo fritto. Altri miei “clienti” sono stati Maria Grazie Cucinotta, l’ex calciatore del Milan Shevchenko, Del Piero, Leonardo di Caprio, Marco Travaglio, Romano Prodi, Angela Merkel, Robin Williams, i Red Hot a Milano,    

La tua origine siciliane influisce nella preparazione dei tuoi piatti?     

Si, certo. Reputo importante la ricerca della stagionalità degli ingredienti, quello che offre il mercato è diverso. Le mie origini  influiscono tanto.   

Tornare in Sicilia è nei tuoi piani? Magari un tuo ristorante a Porto Palo?   

 Si, quello di Porto Palo è un bel pensiero, sono cresciuto a Menfi, un pezzo del mio cuore. Mi manca tanto la mia famiglia, gli amici, gli odori, il sale marino e tutti gli odori difficili da riprodurre e dimenticare.     

Accursio, grazie per il tempo che ci hai concesso e ad maiora semper!

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