Olio tunisino senza dazi, l'ok della Ue. Coltivatori italiani in piazza

Olio tunisino senza dazi, l'ok della Ue. Coltivatori italiani in piazza

Il parlamento europeo ha dato il via libera all'aumento delle importazioni senza dazi di olio tunisino per i prossimi due anni. La decisione riguarda 35 mila tonnellate di olio per due anni, che si aggiungono al contingente tariffario annuale pari a 56.700 all'anno.

Come ha ricordato la relatrice dell'Europarlamento per il provvedimento, la liberale francese Marielle de Sarnez, "il nuovo attentato di tre giorni fa in Tunisia ha dimostrato ancora una volta che dobbiamo agire concretamente per sostenere il sviluppo economico in Tunisia e nel Maghreb. Il settore oleicolo tunisino dà indirettamente lavoro a oltre un milione di persone, e rappresenta un quinto dell'occupazione totale tunisina nel settore agricolo".

Pronta a protestare Coldiretti: "Il via libera finale dell'Europarlamento all'accordo che comprende anche la quota aggiuntiva per l'importazione senza dazi nella Unione Europea di 35.000 tonnellate in più l'anno di olio d'oliva tunisino è una scelta sbagliata che non aiuta i produttori tunisini, danneggia quelli italiani ed aumenta il rischio delle frodi a danno dei consumatori". È quanto ha affermato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti che domani 10 marzo dà il via alla mobilitazione per la difesa del Made in Italy con migliaia di agricoltori che si sono dati appuntamento a Catania in Sicilia, seconda regione produttrice di olio di oliva in Italia dopo la Puglia.

Il via libera all’accordo che sarà votato domani dalla plenaria dell’Assemblea di Strasburgo avviene – sottolinea la Coldiretti - dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili.  Il nuovo contingente agevolato – precisa la Coldiretti - andrebbe tra l’altro ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall'accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi “agevolati” annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano. Il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura nazionale è – sostiene la Coldiretti - il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. L’accordo peraltro – conclude la Coldiretti -  rischia di non aiutare gli agricoltori tunisini e di favorire solo gli imbottigliatori anche perché corrisponde appena ad un incremento del 3%, un dato decisamente insufficiente per garantire un reale impatto sulla situazione della popolazione rurale del paese africano.

Il ministro Martina afferma la sua ferma contrarietà "a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino. Come ministero delle Politiche agricole abbiamo posto delle condizioni chiare sull'attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all'adozione del regolamento da parte della commissione".

"Nel frattempo gli organismi di controllo del ministero, a partire da capitanerie di porto, corpo forestale e ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell'olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato".

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