Torna lo spettro terremoto ad angosciare siciliani e calabresi tutti. Infatti è questo che viene fuori da un inchiesta condotta da RaiNews24 sui terremoti in Italia. Ascoltando Carlo Doglioni, docente di Scienza della Terra dell’Università di Roma, Antonella Peresan, ricercatrice dell’Università di Triete, Alessandro Martelli, direttore dell’Enea di Bologna, Giuliano Francesco Panza, professore di sismologia dell’università di Trieste, Vladimir Kossobokov, scienziato dell’Accademia delle Scienze Russa e altri esperti, hanno presentato ai microfoni dei giornalisti Rai nuovi esperimenti e studi realizzati indipendentemente che portano tutti alla stessa conclusione: al sud Italia, e soprattutto in Calabria e Sicilia, c’è il rischio che si verifichi un terremoto di magnitudo 7.5 Richter.Per interderci una magnitudo molto più potente rispetto a quella che ha distrutto L’Aquila poco più di tre anni fa.
Alcuni esperti si sono anche soffermati sul rischio che i nuovi eventi sismici possano essere amplificati dalla devastazione di stabilimenti industriali e chimici. Si chiamano “RIR” in gergo tecnico, un acronimo che sta per Rischio Incidente Rilevante.
L’inchiesta racconta quali sono le previsioni, come sta avvenendo il monitoraggio sugli eventuali terremoti e in quale situazione versano gli impianti RIR.
Alessandro Martelli, direttore dell’Enea di Bologna, spiega anche in modo chiarissimo quali siano le metodologie per la previsione dei terremoti, spiegando benissimo che “le previsioni in senso stretto cioè dire che un evento di magnitudo “x” avverrà nel luogo “x” il giorno “x” è assolutamente impossibile al giorno d’oggi, ma quello che si può fare è prevedere con una certa probabilità di azzeccarci che un terremoto possa avvenire in un certo periodo di tempo (qualche mese, almeno, o un anno) in una zona normalmente abbastanza estesa come dimensioni, quindi si tratta in ogni caso di qualcosa che potrebbe anche non verificarsi“.
Speriamo quindi che sia vera solo l'ultima affermazione dello scienziato.