Mega Parchi Eolici nel Belice: la Regione dice No. Decisivi gli studi del comune di Menfi

Mega Parchi Eolici nel Belice: la Regione dice No. Decisivi gli studi del comune di Menfi

La Regione dice no alla realizzazione del mega impianto eolico che la Fri.El.Mapi srl vorrebbe costruire nei Comuni di Menfi, Montevago e Castelvetrano.

L’assessorato regionale al territorio ed ambiente ha espresso parere negativo per una serie di considerazioni che riguardano l’area di impianto che interessa diversi territori del belice e per alcune lacunosità del progetto che andavano, a parere dell’assessorato, approfondite dettagliatamente riguardo ai differenti contesti territoriali interessati.

Il progetto della Fri.El.Mapi srl avrebbe infatti interessato una superficie di 815,65 ettari: 559,20 sul Comune di Menfi; 162,20 sul Comune di Montevago e 94,25 sul Comune di Castelvetrano, allungandosi tra i centri abitati a nord di Montevago, e nella zona a sud di Menfi, aree ricadenti in zone adibite ad attività agricole.

Sul progetto si erano espressi contrari sia il consiglio comunale di Castelvetrano già nel gennaio del 2004 nota trasmessa all’ARTA nel luglio del 2006; poi successivamente anche il comune di Menfi il 15 maggio scorso dopo un consiglio comunale aperto, (900 le osservazioni e le opposizioni presentate dai cittadini per dire “No” al mega impianto eolico); il comune di Montevago con deliberazione dell’agosto 2006; ma anche la Sovrintendenza ai BB.CC. di Trapani che aveva revocato l’autorizzazione paesaggistica ottenuta con assenso tacito in quanto “le opere sono suscettibili di arrecare grave danno al patrimonio paesaggistico perché l’impianto dista meno di 500 metri da numerose aree dichiarate d’interesse paesaggistico”.

Una serie di mancanze e imprecisioni ad alcune tavole di progetto come quella sullo studio della pericolosità e del rischio geomorfologico che evidenzia numerose aree con livelli di pericolosità da molto basso ad elevato, soprattutto in corrispondenza dei rilievi a nord dell’abitato di Montevago; in questa stessa area, in cui risultano allocati aerogeneratori, sono previsti anche numerosi interventi di adeguamento della viabilità esistente. Ma anche l’impatto delle opere da realizzare. Il proposto parco eolico FRI-EL MAPI, che si sviluppa nei territori di due province e di tre comuni, presenta ingenti caratteri dimensionali riassumibili nei seguenti dati: 71 torri eoliche (altezza delle torri di 85 metri - diametro delle eliche di circa 100 metri - occupazione di un territorio esteso oltre 815 ettari), gli aerogeneratori più distanti tra loro coprono una lunghezza, in linea d’aria, di circa10 km. La fase di cantiere, la cui durata è stimata in circa 20 mesi, prevede, tra gli altri, 59 diversi interventi di realizzazione di nuova viabilità, per un totale di oltre 5 km di strada di nuova realizzazione e 29 interventi di adeguamento sulla viabilità esistente.

La bella soddisfazione comunque arriva per il Comune di Menfi. La regione infatti prende in considerazione tutta una serie di motivazioni ed osservazioni che sono pervenute proprio dai comitati e dai cittadini e politici locali, che sono state inserite proprio nella nota regionale che di seguito si riporta: “A fronte di un intervento che impegna un vasto territorio, il progetto non sembra fornire tutti quegli elementi che la complessità dell’opera avrebbe richiesto per una sua più compiuta definizione. Tale situazione è ben riassunta nella nota datata 26 maggio 2012, con la quale il Sindaco e la Giunta comunale di Menfi espongono le ragioni del parere contrario alla realizzazione del proposto parco eolico.

Oltre ad evidenziare talune carenze procedurali, con la suddetta nota si lamenta che il progetto e lo studio di impatto ambientale non affrontano ed evidenziano i rischi reali dell’insediamento industriale, mancando le necessarie rappresentazioni grafiche volte ad evidenziare gli impatti con le aree antropizzate esistenti e con le attività agri-turistiche presenti nelle località interessate.

Vi sono, inoltre, sempre secondo l’Amministrazione comunale di Menfi, grossolane carenze sulla caratterizzazione ambientale/naturale del sito interessato dal progetto. In tal senso, il progetto non terrebbe conto di alcune aree sensibili del territorio comunale, quali l’area boschiva Magaggiaro e dei pozzi artesiani di approvvigionamento idrico della città di Menfi. Per tutte le suesposte considerazioni, in ragione delle smisurate dimensioni dell’opera proposta, che occupa tre diversi territori comunali ed insiste su contesti territoriali differenti,ciascuno aventi propri caratteri ambientali, alcuni dei quali mostrano indizi di rischio geomorfologico; considerato che l’impianto risulterebbe visibile per vastissimi areali;

in considerazione delle lacunosità mostrate dal progetto che, viceversa, avrebbe dovuto approfondire dettagliatamente i differenti contesti territoriali interessati, sotto il profilo dell’uso del suolo e dei diversi habitat incontrati; si esprime parere interlocutorio negativo, ai sensi dell’art. 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, circa la compatibilità ambientale dell’impianto.

Detto parere potrà essere superato e la procedura di valutazione dell’impatto ambientale potrà essere nuovamente attivata solo a seguito della presentazione degli atti che dimostrino e garantiscano il superamento delle criticità evidenziate entro i termini previsti dal succitato art. 10 bis, L. 241/90.

Un’eventuale riproposizione in tal senso, da parte della società istante, dovrà essere in ogni caso corredata dalla necessaria documentazione volta a far luce sul relativo assetto societario. In considerazione della notevole potenza prodotta, infine, la medesima società, in caso di riproposizione dell’iniziativa, è onerata di acquisire la comunicazione, resa dall’Ente gestore della rete, che la capacità ricettiva della rete consente l’immissione dei nuovi MW aggiuntivamente a quelli in produzione o autorizzati, in conformità al punto 3 del P.E.A.R.S. ”. Soddisfazione esprimono i sindaci dei comuni interessati.

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