Secondo la scienza la morte non esiste. Ad affermarlo è Robert Lanza, professore alla Wake Forest University School of Medicine, considerato uno dei più grandi scienziati del mondo, secondo il quale la morte non è l’evento terminale che pensiamo e spesso e temiamo. Questa teoria, chiamata “biocentrismo”, si basa sull’ipotesi del Multiuniverso, ovvero sull’idea dell’esistenza di un numero infinito di universi e della logica quantistica che “tutto ciò che potrebbe accadere si verifica in qualche altro universo”. In questi scenari, la morte non esiste in nessun senso reale. Tutti gli universi possibili esistono simultaneamente, indipendentemente da ciò che accade in ognuno di essi. Sebbene il corpo, gli organi e tutto quello che riguarda la terra sono destinati alla auto distruzione, una sorta di “fontana” , (così la definisce Lanza), della potenza di circa 20 watt di energia operante nel nostro cervello, non scompare con la morte dell’essere. D’altro canto l’energia non può comunque essere distrutta o creata, ma solo trasformata. Lanza fa una relazione tra il famoso esperimento del fascio di elettroni lanciato in uno schermo con due fenditure e il loro viaggio del tutto incontrollabile, e questa “energia” di 20 watt che può essere in un posto o in un altro contemporaneamente.
Per ragionare in questi termini, sempre secondo lo scienziato, di deve trascendere dal concetto usuale di come si rappresenta il tempo. Secondo il biocentrismo, lo spazio e il tempo non sono gli “oggetti hard” che pensiamo. I nostri ricordi, per quanto vivi e realmente vissuti, non sono certamente visibili attraverso il cranio che protegge il cervello, e questo lo sappiamo bene; quelle esperienze sono informazioni che si verificano nella nostra mente: spazio e tempo sono semplicemente gli strumenti per mettere tutto insieme. Persino Einstein, alla morte di un suo vecchio amico, disse: “Il mio caro amico si è allontanato da questo strano mondo, spostandosi un pò più avanti di me. Ciò non significa niente. Le persone come noi sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente”.
Immortalità non significa una vita perpetua nel tempo senza fine, ma risiede piuttosto al di fuori del tempo e del tutto.
Questo concetto come era prevedibile ha scatenato un putiferio tra scienziati, teologi, mistici e in molti blog su internet. Robert Lanza, oltre ad insegnare, è attualmente anche Chief Scientific Officer presso Advanced Cell Technology. Ha diverse centinaia di pubblicazioni e invenzioni, e più di due dozzine di libri scientifici. Laurea ed MD presso l’Università della Pennsylvania, ha fatto parte del team che ha clonato primo embrione umano del mondo, così come è stato il primo scienziato a clonare una specie in via di estinzione, per dimostrare che il trasferimento nucleare potrebbe invertire il processo di invecchiamento, e la possibilità di generare cellule staminali con un metodo che non richiede la distruzione di embrioni umani. Nel 2005 gli è stato assegnato il premio per la medicina Rave da Wired Magazine, e nel 2006 ha ricevuto il “All Star”, Premio per le Biotecnologie di Mass High Tech. Il dottor Lanza e la sue ricerche sono state presentate in quasi tutti gli organi di stampa del mondo, comprese tutte le principali reti televisive internazionali.