Cefalù: Sgarbi perde il reclamo ma resta in corsa

Cefalù: Sgarbi perde il reclamo ma resta in corsa

Vittorio Sgarbi potrà continuare la sua corsa per la poltrona di primo cittadino di Cefalù. Nonostante la Corte d'Appello di Palermo, ritiratasi in camera di consiglio ieri pomeriggio alle 17.00, abbia deciso di confermare la sentenza del Tribunale Civile di Marsala che dichiarava Sgarbi incandidabile a seguito dello scioglimento del comune di Salemi per infiltrazioni mafiose, "il provvedimento - dichiarano i legali del critico d'arte - non è definitivo e quindi ricorribile in Cassazione", per tale motivo Sgarbi non si ritirerà dalla corsa elettorale.

LA VICENDA. Il tribunale di Marsala, sez. Civile, sulla base di un ricorso del ministero dell’Interno, aveva stabilito che Vittorio Sgarbi non può essere candidato a sindaco di Cefalù in quanto amministratore del Comune di Salemi che è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Il critico d’arte ha proposto reclamo alla Corte d'Appello di Palermo dichiarando. “Rispetto alla decisione della sezione civile del Tribunale di Marsala – diramava una nota del suo ufficio stampa – Vittorio Sgarbi resta candidabile. Ogni valutazione di merito, e non meramente formale come quella del Tribunale di Marsala, è rimandata alla Corte di Appello di Palermo presso la quale gli avvocati del critico d’arte proporranno reclamo”.

LA LEGGE. L'articolo 143 del testo unico sugli enti locali prevede che "gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento non possono candidarsi alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova l'ente interessato dallo scioglimento, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo".

LA DECISIONE DELLA CORTE D'APPELLO. La Corte d'Appello di Palermo, presieduta da Rocco Camerata Scorazzo, si è ritirata in camera di consiglio ieri pomeriggio alle 17.00 ed ha rigettato il reclamo proposto dall'ex sindaco di Salemi con una Ordinanza, cioè un provvedimento "non definitivo".

Sgarbi, difeso dai suoi legali, Rubino, Cucchiara e Valenza, ha già annunciato il ricorso in Cassazione e alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo, contro la decisione della Corte d'Appello di Palermo, presieduta dal dott. Rocco Camerata Scorazzo.

L'ex sindaco di Salemi, dunque , continua la sua corsa elettorale a Cefalù: ieri sera l'ultimo comizio.

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