“Pasta cu sucu pi tutti”. Non è una nuova ricetta, nè tanto meno un piatto preso da un qualsiasi menù di un ristorante siciliano, ma il titolo della protesta degli studenti del polo universitario di Agrigento che dopo la paventata chiusura poi smentita, si sono visti chiudere la mensa universitaria a causa del taglio dei fondi da parte della Regione, così come comunicato dal Cda nel corso di un’assemblea degli studenti.
In effetti la pasta con il sugo c’entra, visto che i ragazzi si sono organizzati con dei gazebo e hanno cucinato dieci chili di pasta, davanti alla sede dell’istituto.
I ragazzi lamentano, ma lo hanno già fatto in diverse occasioni, molti problemi che investono l’organizzazione universitaria di Agrigento, dai collegamenti pubblici tra contrada Calcarelle e il centro cittadino di Agrigento da vera avventura quotidiana, alla biblioteca dove i libri pare non passono essere presi “in prestito” ma solo consultati, agli assurdi orari dell’università, (le aule studio, chiudono i battenti alle 18 del pomeriggio, mentre in altre università non si chiude prima delle 20). Sono molti gli studenti provenienti dalla Sicilia che frequentano l’università di Agrigento e che, seppur stanchi della situazione, non hanno alcuna intenzione di continuare a studiare in una struttura così dimenticata. Gli studenti vogliono che le istituzioni si impegnino per portare vitalità alla struttura. Loro l’università la vogliono vivere. “Vogliamo vitalizzare quella che è la nostra iniziativa. Se mancano questi servizi primari, non possiamo né viverla né promuoverla. Intanto al pranzo ci pensiamo noi” hanno detto in assemblea.