“La proroga al 30 giugno per l’installazione del P.O.S. negli studi professionali è un’istigazione alla cessazione delle attività tecniche che in questi anni stanno soffrendo una crisi economica senza precedenti.” Così oggi il presidente dell'Ordine provinciale degli architetti, Massimiliano Trapani che già a dicembre scorso aveva invitato i colleghi a non attivare il sistema di pagamento elettronico all'interno degli studi professionali, secondo l'obbligo imposto ai professionisti dal 1° gennaio 2014. Oggi a seguito di ulteriori novità riguardo ad una nuova proroga, ritorna sull’argomento e in un comunicato parla di “classe politica irresponsabile ed irriverente nei confronti dei problemi del Paese reale che produce e che soffre. Il settore delle professioni tecniche, - continua Trapani - sta vivendo una recessione del fatturato insostenibile, e non potrà sicuramente assorbire quest’ultimo regalo fatto agli istituti bancari che in Italia hanno innescato il processo di recessione con l’esclusione dell’accesso al credito ad una parte sociale altamente produttiva e che fino a qualche anno fa ha prodotto anche il loro arricchimento. Noi non ci stiamo, che vengano a multarci nei nostri studi. Noi li aspettiamo”.- conclude il presidente dell’ordine degli architetti della provincia a nome della categoria, che si dice costretta ad disobbedire all’obbligo e a sostenere il Presidente nazionale Freyrie nelle sue battaglie contro questo sistema che definisce “iniquo e che getta nella disperazione le migliaia di professionisti che oggi vivono rasentando la soglia della povertà.