“È un fatto positivo che anche il rinnovato consiglio comunale di Menfi abbia approvato un ordine del giorno volto a sollecitare l’approvazione, da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana, del testo di legge di Iniziativa Popolare e Consiliare di cui sono primo firmatario (ddl n. 158) e che il deputato Panepinto ha fatto proprio all’ARS (ddl 125)”.
Così Michele Botta, primo firmatario del disegno di legge n. 158 presentato all’ARS volto alla ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia.
“Tale iniziativa politica s’inquadra a meno di un mese di distanza dalla la presentazione da parte dell’assessore del Governo Crocetta, Nicolò Marino, di un disegno di legge che azzera sei anni di mobilitazioni a favore della gestione pubblica e delle risorse idriche: il testo presentato dal Governo regionale, infatti, aggira l’indicazione politica dei referendum del 2011 e, cosa ancor più grave, ignora la portata democratica della grande e continuativa mobilitazione popolare e degli enti locali che ha portato alla stesura del testo di legge di iniziativa Popolare e dei Consigli Comunali presentato già nel 2010, accompagnato dalla deliberazione di 135 Consigli Comunali e del Consiglio Provinciale di Messina, e da 35.000 firme dei cittadini, con il quale si disegnava una riforma complessiva ed organica del ciclo delle acque attraverso l’istituzione dell’autorità di bacino, nel rispetto della normativa comunitaria”.
“In sintesi, - spiega Botta - il disegno di legge Crocetta non prevede la ripubblicizzazione, ma mantiene le tre forme di gestione già previste dalla legge Galli (misto, privato, pubblico) ed il sovrambito privatizzato al 75% ed in mano alla multinazionale francese Veolia.”
“I continui disservizi e le bollette pazze nelle città di Sciacca, Montevago e Sambuca che quotidianamente ci vengono raccontati dalla stampa; la denuncia alla Procura della Repubblica del Sindaco del capoluogo agrigentino, Marco Zambuto, contro Girgenti Acque; nonchè l’ennesima dimissione di un amministratore della stessa società con conseguente denuncia alla Procura di tutte le malefatte che si sono susseguite all’interno della compagine societaria – conclude Botta – , non possono che rafforzare la tesi di un ritorno ad una gestione interamente pubblica ed esclusiva in mano ad i singoli comuni così come avviene a Menfi e negli altri comuni che non hanno ancora consegnato le reti al gestore privato”.